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11^ FESTA DEL CINEMA DI ROMA: 12 Film da non Perdere

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Festa o Festival? In undici anni, questo è stato il dilemma pesato sulla giovane kermesse cinematografica capitolina che ha osato sfidare un colosso come la Mostra del Cinema di Venezia. Oggi, finalmente, la Festa del Cinema di Roma – tornata alle sue origini di manifestazione dedicata, principalmente, al grande pubblico – sembra essere sulla strada giusta per la definizione di una propria e stabile identità. Il Direttore Artistico Antonio Monda, con l’aiuto della Presidente della Fondazione Cinema per Roma Piera Detassis, ha messo in atto una linea organizzativa in grado di poter soddisfare i palati di ogni spettatore, cinefilo o addetto ai lavori. Da una parte gli incontri ravvicinati con le star – elemento importantissimo per la rinnovata Festa, al fine di garantire quel pizzico di glamour che, in fondo, non guasta mai – e dall’altra i film di qualità; che, a detta di Monda, non mancano neanche quest’anno. Tra la Mostra di Venezia e il Festival di Torino, dunque, la Festa del Cinema 2016 si presenta come una possibile Toronto italiana, se non addirittura, europea; capace di accogliere, nel suo variegato cartellone, film provenienti da una rassegna all’altra. Non a caso, molte delle pellicole sono già passate dal festival canadese citato prima; altre, invece, provengono dal Sundance Film Festival, che, spesso, offre delle chicche del cinema indie da non perdere. Per orientarvi nel fitto programma della Festa, Cinemadipinto vi consiglia 12 film da vedere all’Auditorium Parco della Musica di Roma (e in diverse sale romane), da oggi al prossimo 23 Ottobre.

ABOUT RAY – Gaby Dellal

THREE GENERATIONS

Dopo “Laurence Anyways” e “The Danish Girl”, la transessualità dal punto di vista di una donna. Presentato al Toronto Film Festival del 2015, arriva con un anno di ritardo “About Ray”, dramedy con un trio di notevoli interpreti femminili: Naomi Watts, Elle Fanning e Susan Sarandon. Ray capisce di essere intrappolata in un corpo che non la rappresenta e decide di affrontare la transizione dal genere femminile a quello maschile. Questa decisione stravolgerà non solo la sua vita, ma anche quella della madre single Maggie – costretta a rintracciare il padre della ragazza – e della nonna Dolly – lesbica dichiarata, incapace di accettare del tutto il cambiamento della nipote.

THE BIRTH OF A NATION – Nate Parker

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The Birth of a Nationè l’opera prima dell’attore e produttore statunitense Nate Parker. Vincitore del Gran Premio della Giuria e del Premio del Pubblico al Sundance Film Festival, il film si prepara ad essere tra i principali competitors per i prossimi Oscar. Nel 1831, il predicatore afro-americano Nat Turner guida una rivoluzionaria insurrezione per far ottenere la libertà a tutti gli schiavi delle piantagioni dell’intera Virginia. Attraverso il personaggio controverso di Turner – figura storica, realmente esistita – Parker porta sullo schermo un’altra importante pagina della schiavitù americana. Sarà il nuovo “12 Anni Schiavo”?

CAPTAIN FANTASTIC – Matt Ross

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Nelle foreste del Nord America, lontano dalla società, un padre fuori dal comune dedica la propria vita alla crescita dei sei figli. A causa di un tragico evento, sarà costretto a partire, insieme a loro, per un viaggio verso il mondo esterno che metterà in dubbio la sua idea di cosa vuol dire essere genitore e tutti i suoi insegnamenti. Vincitore del Premio alla Regia nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes, “Captain Fantasticè l’opera seconda dell’attore, regista e sceneggiatore statunitense Matt Ross, che dice di essersi ispirato alle sue esperienze con la genitorialità per realizzare la pellicola. Presentato anche al Sundance, il film è stato ben accolto da critica e pubblico, con diverse menzioni alla trascinante performance del protagonista Viggo Mortensen. 

FLORENCE FOSTER JENKINS – Stephen Frears

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A Settembre 2015 usciva nelle sale italiane “Marguerite”, pellicola francese di Xavier Giannoli sulla storia vera di una cantante d’opera inconsapevolmente stonata. Poco più di un anno dopo, il regista candidato all’Oscar Stephen Frears ce la ripropone inFlorence Foster Jenkins”, biopic inglese con Meryl Streep e Hugh Grant.  Nel 1944, l’ereditiera Florence Foster Jenkins intrattiene l’alta società dei salotti newyorchesi con le sue incredibili performance canore. La sua voce, che lei avverte come meravigliosa, è, in realtà, un suono orribile per gli ascoltatori. Protetta dal marito, Florence crederà tutta la vita di essere un’artista talentuosa; almeno fino a quando non dovrà esibirsi in un importante concerto, davanti a un pubblico a lei sconosciuto.

GENIUS – Michael Grandage

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Michael Grandage debutta alla regia conGenius”, biopic presentato alla Berlinale, sul tema della scrittura creativa. Basato sul romanzo biograficoMax Perkins: Editor of Genius”, il film incrocia la vita di Maxwell Evarts Perkins (Colin Firth) – editore nella New York anni ’20 – con quelle di famosi scrittori, da lui scoperti, come Francis Scott Fitzgerald (Guy Pearce), Ernest Hemingway (Dominic West) e Thomas Wolfe (Jude Law). Con quest’ultimo – narratore dallo stile rapsodico – Perkins lavora a un manoscritto da pubblicare e stringe con lui un rapporto d’amicizia, visto con diffidenza dalle rispettive mogli (Laura Linney e Nicole Kidman). In accordo con lo sceneggiatore John Loganil cui script faceva parte della Black List del 2007la pellicola ha avuto una gestazione di ben 15 anni.  

KUBO AND THE TWO STRINGS – Travis Knight

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La Laika Entertainment ha prodotto tre gioielli d’animazione in stop-motion di notevole successo – “Coraline e la Porta Magica”, “ParaNorman”, “Boxtrolls – Le Scatole Magiche” – e potrebbe, finalmente, avere la sua definitiva consacrazione (vincendo, magari, la prima statuetta agli Academy Awards) conKubo and the Two Strings”. Uscito negli Stati Uniti ad Agosto e accolto con grandi consensi da parte di critica e pubblico, il film è una travolgente avventura ambientata nell’antico Giappone. Il giovane Kubo si occupa della madre e, nel frattempo, racconta storia fantastiche agli abitanti del suo villaggio in riva al mare. Raggiunto da un spirito del passato in cerca di vendetta, si ritroverà a fuggire da dei e mostri, partendo alla ricerca di una magica armatura, una volta indossata dal padre misteriosamente deceduto.

LION – Garth Davis

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Primo lungometraggio di finzione del regista Garth Davis, “Lionè un’incredibile storia vera tratta dal romanzo autobiograficoLa Lunga Strada per Tornare a Casadi Saroo Brierley. Co-prodotto tra Australia, Regno Unito e Stati Uniti, il film è arrivato secondo al People’s Choice Awards, il premio del pubblico per i film delle sezioni Gala e Special Presentations del Toronto Film Festival di quest’anno. Il protagonista Dev Patelche considera questa sceneggiatura come la migliore che abbia mai letto – interpreta il vero Saroo, un ragazzo indiano che, dopo aver perso la famiglia a cinque anni ed essere stato adottato da una coppia di australiani, decide di mettersi sulle tracce dei suoi veri genitori e di tornare nella sua casa natia.

MANCHESTER BY THE SEA – Kenneth Lonergan

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Manchester by the Seaè il terzo lungometraggio del regista e sceneggiatore Kenneth Lonergan, candidato all’Oscar per lo script diGangs of New York”. Prodotto da Matt Damon – che doveva, inizialmente, essere nel cast – e interpretato da Casey Affleck e Michelle Williams, il film è passato per diversi festival: Sundance, Telluride, Toronto e New York. Il riscontro è stato più che positivo e non c’è da meravigliarsene, visto che la sceneggiatura era nella Black List del 2014. Dopo la morte del fratello maggiore Joe, Lee Chandler scopre che questi gli ha affidato la completa custodia del nipote Patrick. Prendendo congedo dal lavoro, Lee è costretto a prendersi cura del ragazzo, un vivace sedicenne.

MOONLIGHT – Barry Jenkins

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Presentato con successo ai festival di Telluride, Toronto, New York e Londra, “Moonlightè la rivelazione cinematografica del momento. Opera seconda del regista e sceneggiatore Barry Jenkins, la pellicola è tra le più amate dell’anno dalla critica estera e potrebbe riservare delle sorprese nell’imminente Award Season. Chiron è un ragazzo di colore che, dopo essere cresciuto in un quartiere malfamato della periferia di Miami – tra bullismo scolastico e una difficile situazione domestica – lotta per trovare il suo posto nel mondo. Il film racconta la sua vita, dall’infanzia all’età adulta, facendosi riflessione sull’identità, le relazioni umane e la scoperta di sé stessi.

THE RED TURTLE – Michael Dudok de Wit

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Vincitore del Premio Speciale della Giuria nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes, “The Red Turtleè la prima co-produzione dello Studio Ghibli tra il Giappone e l’Europa. Il regista esordiente Michael Dudok de Wit – che ha già vinto un Oscar con il cortometraggioFather and Daughter” – è stato personalmente contattato dai produttori del più importante studio d’animazione giapponese, con la richiesta di realizzare un lungometraggio apposta per loro. Il film – completamente senza dialoghi – racconta di un naufrago e della sua sopravvivenza su un’isola tropicale deserta, popolata da tartarughe, granchi e uccelli di ogni genere, ed è una riflessione sull’umana paura della morte.

SING STREET – John Carney

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Dal regista e sceneggiatore irlandese John Carneyautore diOnceeTutto può Cambiare” – arrivaSing Street”, un altro film in cui la musica è nuovamente protagonista, presentato al Sundance Film Festival. Nella Dublino degli anni Ottanta, Conor (l’esordiente Ferdia Walsh-Peelo) è un adolescente con una difficile vita familiare che si diletta a scrivere canzoni. Dopo l’incontro con una ragazza, decide di formare una band musicale, per fare colpo su di lei. Lo attenderà un promettente futuro a Londra. Tra i brani della colonna sonora, indimenticabili successi di The Cure, Duran Duran, Genesis e Spandau Ballet.

SNOWDEN – Oliver Stone

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Oliver Stone torna al cinema conSnowden”, biopic da 40 milioni di dollari sull’informatico Edward Snowden, interpretato dal candidato al Golden Globe Joseph Gordon-Levitt. Tratto da due opere letterarie – “The Snowden Files” di Luke Harding e “Time of the Octopus” di Anatoly Kucherena – il film è l’epico racconto della figura polarizzante che ha rivelato attività di sorveglianza illegali attuate dall’Agenzia della Sicurezza Nazionale Americana e per le quali è diventato uno degli uomini più ricercati al mondo. Alcuni lo considerano un eroe, altri un traditore. Vedremo quale sarà il pensiero di Stone a riguardo, dopo la versione di Laura Poitras – presente nel film, con le fattezze di Melissa Leoe del suo documentario premio OscarCitizenfour”.

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