2016, REVIEWS

ANIMALI NOTTURNI – La Vendetta è Servita

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amy adamsVincitore del Gran Premio della Giuria all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, è arrivato poche settimane fa nelle sale “Animali Notturni”, opera seconda scritta e diretta da Tom Ford.  Sin dai titoli di testa, piuttosto originali e spiazzanti, capiamo che si tratta di un film molto diverso – almeno nei contenuti – rispetto allo struggente e poetico “A Single Man”, per cui Colin Firth aveva ottenuto una candidatura agli Oscar come Miglior Attore (prima di vincerlo, l’anno dopo, con “Il Discorso del Re”).

Attraverso una narrazione strutturata su tre livelli paralleli, si snoda la vicenda di una gallerista di successo, turbata dalla lettura di un manoscritto che l’ex marito le ha dedicato e che lei interpretajyllenhaal e taylor-johnson come possibile segno di minaccia e vendetta. Adattando per il grande schermo il romanzo “Tony & Susan”, di Austin Wright, Ford riesce abilmente a sciogliere la matassa dell’opera letteraria, realizzando quello che si potrebbe definire un noir metanarrativo. La sua grande maestria sta nel rendere formalmente elegante una storia decisamente cruda, cinica e violenta. Ciò che lo stilista lancia inaspettatamente, in alcune sequenze, invece, è una critica velata all’apparenza, al lusso e al consumismo dell’alta società moderna, in cui ogni tipo di arte, persino la più improponibile, si sposa con la “spazzatura” del mondo in cui viviamo.

Al centro di un cast variegato e zeppo di ruoli minori, Amy Adams – in abiti e trucco da amy adams 2 dark lady – e Jake Gyllenhaal – al massimo della sua fisicità – giocano bene le parti di vittima e carnefice, che si confondono, per delinearsi solo nell’atto finale. Ma a sorprendere – oltre al sempreverde Michael Shannon – è un inedito Aaron Taylor-Johnson, che recita con gli occhi un personaggio folle e imprevedibile. Grazie a una regia e a un montaggio in perfetta sincronia e all’aiuto dei comparti tecnici – fotografia e colonna sonora, su tutti – si può dire che questo novello cineasta ci abbia offerto, ancora una volta, un’esperienza filmica estetizzante.

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