2017, REVIEWS

“PRIMA DI DOMANI” – Ry Russo-Young

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LA MIA VITA IN UN LOOP

La fantascienza filosofica è tanto affascinante quanto complessa, per l’autore – che deve renderla in tutta la sua profondità – e per il pubblico – che deve comprenderne appieno l’intrinseco significato, a volte non così immediato. All’inizio dell’anno, abbiamo potuto apprezzareArrival” (2016), di Denis Villeneuve: sensazionale esempio del genere, beforeifall1acclamato da critica e pubblico. Ma cosa accade se un innesto narrativo simile viene applicato ad un contesto apparentemente incongruo, come quello del teen-movie?

E’ quello che ha provato a raccontare la scrittrice Lauren Oliver nel best-seller young adultE Finalmente ti dirò addio”, da cui è stato realizzato il filmPrima di Domani”, giunto nelle sale italiane da una settimana – dopo essere stato presentato al Sundance Film Festival, a Gennaio. A firmare l’adattamento, è stata la giovane regista statunitense Ry Russo-Young: frequentatrice abituale di festival indie, giunta al suo quarto lungometraggio e vincitrice di un Gotham Award per la sua opera beforeifall2seconda,You Wont Miss Me” (2009).

Sam è un’adolescente con una vita (apparentemente) perfetta: è benvoluta dalle amiche ed è amata dal suo ragazzo e dalla sua famiglia. Tutto sembra scorrere per il verso giusto, finché una mattina si sveglia, iniziando a rivivere le stesse identiche situazioni del giorno precedente.

La pellicola – che si potrebbe descrivere come una variazione drammatica e soprannaturale di “Mean Girls” (2004) – può contare su una regia abbastanza consapevole e una fotografia dalle tonalità plumbee, in linea con il senso di oppressione e angoscia che vive la protagonista. E, in questobeforeifall3 senso, non manca il coinvolgimento dell’interprete principale Zoey Deutch – attrice emergente, vista in “Tutti Vogliono Qualcosa” (2016) e “Proprio Lui?” (2016) – che regge degnamente il peso del suo ruolo. 

Il Tallone d’Achille di questa trasposizione cinematografica è, purtroppo, la traduzione dalla pagina al grande schermo. Affidato alla sceneggiatrice e regista Maria Maggenti, lo script cade negli stereotipi e manca d’inventiva, a partire dalla descrizione iniziale dei personaggi principali e dell’ambiente in cui vivono. Come in molte altre pellicole similari, i teen-ager americanio canadesi, in questo casovivono la loro quotidianità sempre allo stesso modobeforeifall4: frequentano il liceo, vanno alle feste a bere e a divertirsi, amoreggiano con il boyfriend o la girlfriend di turno – non necessariamente in quest’ordine – e non hanno alcun particolare o serio problema che possa scalfirli e tirarli fuori da questo stato narcotizzante di ebbrezza adolescenziale del dolce far niente.

La nostra Sam è esattamente vittima di questa condizione – come molti dei suoi coetanei, ad esclusione di quelli che hanno sperimentato la sofferenza. L’evento scatenante del racconto, al di fuori dalla realtà – che si rivelerà essere solo un espediente per sfociare nell’esistenzialismo, beforeifall5appunto – la porta, improvvisamente, a svegliarsi dall’intorpidimento e a comprendere, tutto a un tratto, cosa è giusto, cosa è sbagliato e cos’è davvero fondamentale. Le motivazioni e le conseguenti azioni che la fanno andare avanti – da quel momento in poi – non riescono, però, ad avere credibilità; anche a causa del fatto che il suo stesso mutamento è repentino, immediato e poco verosimile. Sam diventa così l’amica perfetta, la fidanzata perfetta, la figlia perfetta, portando la sua storia ad un livello di banalità e sentimentalismo ingiustificatamente disarmantibeforeifall8

Da un lato, lo spettatore potrebbe anche stare al gioco e credere alla morale del “carpe diem” o del “vivi ogni tuo giorno come se fosse l’ultimo”; se non fosse che il messaggio viene sradicato di tutta la sua essenza e ci viene presentato come lo slogan di un biglietto d’auguri o di un cioccolatino, che rimanda proprio a quello che la nostra eroina trova sulla parete della camera di un altro spasimante.

Prospettando una risoluzione finale prevedibile – che ha il sapore del già visto – il film non riesce a differenziarsi dai tipici teen-movie contemporanei, rimanendo beforeifall7imprigionato nella superficialità e nella scarsa introspezione psicologica che li hanno, da sempre, caratterizzati. Ci si può, però, accontentare delle scelte musicaliin grado di distrarci, più di una volta, dalle vicende a cui stiamo assistendo; rivelandosi, quasi più intriganti di esse.

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