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MOVIE OF THE WEEK 2017 – “Madre!”

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Giovedì scorso è arrivato, finalmente, al cinema il film più discusso dell’anno: “Madre!“. Accolto da un insieme di fischi e applausi alla Mostra del Cinema di Venezia 2017 – dov’è stato presentato in Concorso – il settimo lungometraggio del candidato a 1 Oscar Darren Aronofsky è stato abbastanza denigrato dalla stampa italiana e decisamente più apprezzato da quella estera.

Pubblicizzata attraverso un’operazione di marketing meticolosa, strategica e alquanto ingannevole, la pellicola è stata mascherata da thriller psicologico a tinte horror, in modo da attrarre una fascia di pubblico maggiormente vasta. Chi conosce Aronofsky, però, sa bene quanto la sua filmografia sia, spesso, ben lontana dai gusti del grande pubblico e tutt’altro che mainstream.

Il racconto parte da una coppia che vive, felicemente, in un’isolata casa di campagna, in via di ristrutturazione. Mentre lui, scrittore, è in cerca d’ispirazione per il suo prossimo libro; lei si dedica, amorevolmente, alla magione, intenzionata a renderla un vero e proprio paradiso. Ma l’arrivo di un uomo e una donna in cerca di ospitalità, inizierà a far vacillare il loro apparente equilibrio.

Fermandoci qui, non c’è possibilità d’immaginare l’inquadratura finale che precede i titoli di coda e ciò è, certamente, l’elemento di forza e unicità di un plot in cui – questo è proprio il caso di dirlo – nulla è quello che sembra. A tal proposito, poi, c’è anche il punto esclamativo del titolo, che si riferisce proprio a ciò che accade negli ultimi trenta minuti.

Il visionario cineasta newyorkese ha ammesso di aver scritto la prima bozza della sceneggiatura in soli cinque giorni e, tra le fonti d’ispirazione, ha citato “L’Angelo Sterminatore” (1962), di Luis Buñuel e l’opera letteraria eco-femminista “Woman and Nature: The Roaring Inside Her” (1978), di Susan Griffin.

Come protagonista, ha scelto Jennifer Lawrence, con cui ha intrapreso una relazione sentimentale, nata durante le riprese. L’attrice di “Hunger Games” (2012), Premio Oscar per “Il Lato Positivo – Silver Linings Playbook” (2012), era già incuriosita dalle idee che lui aveva in mente e, dopo aver letto lo script, è rimasta talmente scossa da gettare, letteralmente, all’aria il copione. Al suo fianco, troviamo un altro Premio Oscar del calibro di Javier Bardem e tre nominati alla statuetta: Ed Harris, Michelle Pfeiffer e Kristen Wiig.

Una settimana prima dell’anteprima mondiale a Venezia, Aronofsky ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito a cosa lo avesse spinto a realizzare questo progetto: “E’ un onore tornare al Lido per questa premiere. Immagino che molte persone si chiederanno perché il film ha una visione così cupa. Come mi ha insegnato Hubert Selby Jr. – sceneggiatore di “Requiem for a Dream” (2000) e autore del romanzo da cui è tratto – è all’interno dei nostri lati oscuri che possiamo trovare la luce. “Madre!inizia come un dramma da camera su un matrimonio. Al centro, c’è una donna a cui viene chiesto di dare, dare e dare, fino a che non ha più nulla. Alla fine, la pressione che bolle all’interno della storia non può più essere contenuta. E il film diventa qualcosa di diverso, che è difficile spiegare o descrivere. Non riesco a comprendere del tutto da dove sia venuto fuori. Qualcosa è arrivato dai titoli dei giornali che leggiamo ogni giorno; qualcos’altro dall’infinito ronzio di notifiche sui nostri cellulari; altro ancora dal blackout vissuto a Manhattan, durante l’Uragano Sandy, e altro, per finire, dal mio cuore e dalle mie budella. Collettivamente, è una ricetta che non sarò più in grado di replicare e sono sicuro che possa rendere ubriachi già una singola dose di essa, in un bicchierino“. La sua ricetta non sarà adatta a tutti, ma il suo mix di ingredienti la rende, di certo, imperdibile.

Definito il film più controverso dai tempi di “Arancia Meccanica” (1971), di Stanley Kubrick, “Madre!può essere parafrasato come una geniale allegoria su temi universali, con un messaggio profondo – e, a dir poco, esplosivo e roboantesul fondamentalismo religioso e sulla devastazione della Terra, provocata dell’Essere Umano.

 

 

 

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