MOVIE OF THE WEEK

MOVIE OF THE WEEK 2017 – “Blade Runner 2049”

4 minuti di lettura

bladerunner2049

Il pianeta Terra è al collasso, a causa di blackout, mutamenti climatici e carestie. Nella Los Angeles del 2049, L’Agente Blade Runner K viene a conoscenza, durante una missione, di un segreto che mette in luce una verità oscurata per anni: una scoperta in grado di generare il caos nell’ordine apparente di ciò che è rimasto della società. Incaricato dai suoi superiori d’indagare ed eliminare ogni indizio e testimonianza di questo potenziale pericolo, K incrocerà sui suoi passi Rick Deckard, ex agente Blade Runner di cui si erano perse completamente le tracce.

Denis Villeneuve ci ha impressionato, a inizio anno, con la fantascienza filosofica ed esistenziale di “Arrival” (2016), che gli ha permesso di ottenere la sua prima nomination agli Oscar. Dallo scorso weekend, è tornato in sala – accettando una sfida ancora più ardua e, se possibile, ambiziosa – con “Blade Runner 2049”, sequel del capolavoro sci-fi del 1982 – diretto dal candidato a 4 Academy Awards Ridley Scott e tratto dal romanzo “Il Cacciatore di Androidi” (1968), di Philip K. Dick.

Per realizzare questo secondo capitolo, il regista canadese ha potuto avvalersi della firma di Hampton Fancher – co-autore dello script originale – che, basatosi su un’idea sua e di Scott, ha scritto la sceneggiatura in collaborazione con Michael Green. In merito al loro intervento, Villeneuve ha detto: “Fancher, Scott e Green hanno fatto un lavoro fantastico, mettendo su carta un copione davvero potente”.

Originariamente, quando la lavorazione era ancora alle fasi iniziali, Scott era intenzionato a dirigere pure questo seguito. Prima dell’inizio della pre-produzione, però, ha cambiato rotta – probabilmente, anche a causa dell’uscita di “Alien: Covenant” (2017) – annunciando di rimanere all’interno del progetto solo come produttore esecutivo e consulente creativo.

Al vertice della pressione, Villeneuve aveva, inizialmente, esitato al pensiero di mettere le mani su un materiale cinematografico – e, ancor prima, letterario – tanto iconico. “Ero più che nervoso. La mia era una paura profonda. Quando mi era giunta voce che Ridley Scott avesse voluto espandere l’universo di Blade Runner con un sequel, ho pensato subito che fosse stata un’idea stupenda; per pensare, poco dopo, il contrario. Sono tra i fan più sfegatati del film, che è tra i miei preferiti di sempre. E’ un’opera legata al mio amore e alla mia passione per il cinema. Un’esperienza cinematografica molto forte e un nuovo modo di vedere la fantascienza”.

Dopo aver dato uno sguardo alla sceneggiatura – che lui ed Harrison Ford hanno descritto come una delle migliori mai lette – il regista di “Prisoners” (2013) e “Sicario” (2015) si è deciso a firmare il contratto, affermando che Ford era già stato scritturato, per tornare a vestire i panni di Deckard. “Ad essere onesti” ha detto “Harrison era già dentro il progetto da prima che arrivassi io, per volere di Ridley Scott. Lo conosco già e, onestamente, è uno dei esseri umani più simpatici che abbia mai incontrato; oltre ad essere uno dei miei attori preferiti di tutti i tempi. Per me, sarà un grande piacere lavorare con lui”.

In merito all’approccio generale con il sequel, ha, poi, dichiarato: “E’ una sfida enorme, che mi sento, però, di poter affrontare. Si tratta di avere rispetto per l’opera originale; quindi, bisogna trovare il giusto equilibrio tra l’essere fedeli al primo film e portare, al contempo, qualcosa di nuovo che possa dare senso all’universo narrato. So che ogni singolo fan entrerà in sala con una mazza da baseball. Ne sono consapevole, ne ho rispetto e va bene per me, perché si parla di arte. L’arte è rischio e mi prendo dei rischi. Questo potrebbe diventare il più grosso rischio di tutta la mia vita, ma mi sta bene ed è anche molto eccitante… E’ tutto così stimolante da rendermi molto ispirato. Sognavo di fare film di fantascienza da quando avevo 10 anni e ho detto “no” a tanti sequel. Non avrei potuto dire “no” a “Blade Runner 2049”. Lo amo troppo; quindi, mi sono detto: “Va bene. Lo realizzerò e darò tutto quello che ho per renderlo grandioso”.

A duettare con Harrison Ford, come co-protagonista, c’è il candidato a 2 Premi Oscar Ryan Gosling, il cui ruolo di Agente K era stato scritto appositamente, come unica scelta del regista. Il vincitore di 1 Academy Award Jared Leto – introdotto a Villeneuve dall’amico Jean-Marc Vallée – è, invece, il misterioso Niander Wallace; che avrebbe dovuto avere, in precedenza, il volto di David Bowie.

Lo stesso compositore di “Arrival”, Jóhann Jóhannsson, era stato ingaggiato per scrivere la colonna sonora; ma ad Agosto ha abbandonato la produzione, per, poi, essere rimpiazzato da Hans Zimmer e Benjamin Wallfisch – impegnati anche con le musiche del recente “Dunkirk” (2017), di Christopher Nolan.

Per colmare il divario temporale di 30 anni tra il film originale e il sequel, sono stati, inoltre, realizzati e rilasciati online tre cortometraggi, di cui uno animato: “Blade Runner: Black Out 2022” (2017), “2036: Nexus Dawn” (2017) e “2048: Nowhere to Run” (2017).

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi