2018, REVIEWS

“RESET – STORIA DI UNA CREAZIONE” – Thierry Demaizière, Alban Teurlai

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RESET poster

 

STORIA DI UNO SVECCHIAMENTO

 

Il 1° Novembre 2014 Benjamin Millepiedballerino e coreografo di fama internazionale – assume la carica di direttore artistico del balletto dell’Opéra di Parigi. Poco più di un anno dopo, darà le dimissioni, citando ragioni personalitra le quali, nello specifico, un desiderio di dedicarsi all’espressione artistica con un’esclusività che nei mesi precedenti gli era stata negata.

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Reset – Storia di una Creazione” (2015), di Thierry Demaizière e Alban Teurlai, non racconta della sua intera permanenza al teatro; ma di quella prima stagione che pose le basi per la seguente inevitabile rottura con la tradizione dell’Opéra, imperniata su un rispetto di canoni incompatibili con la mutevole realtà circostante.

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Al centro del documentario, vi sono le settimane che precedono la prima diClear, Loud, Bright, Forward”, il balletto coreografato da Millepied e nato da una collaborazione con il compositore Nico Muhly, gli scenografi della United Visual Artists e l’artista delle luci Lucy Carter. La sua creazione è apparente protagonista, fino al punto di ingannarci su quale sia l’effettiva intenzione dei registi: materializzare il potenziale conflitto tra l’amministrazione dell’Opéra e il nuovo direttore del suo balletto.

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La telecamera tallona Millepied, ci trascina nella sua vita professionale, ci fa beare del suo entusiasmo. E, dunque, il ritratto che ci è offerto è quello di un artista che ha come primo obiettivo il divertimentoproprio e altruiche sprona le nuove leve del balletto ad abbracciare le sue innovazioni artistiche, che cerca di sfuggire alla noia e alla convenzione e che, infine, non riesce mai a mascherare, di fatto, l’insofferenza per gli aspetti amministrativi del proprio mestiere.

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Punto focale del documentario non è, allora, la coreografia, ma l’insoddisfazione dovuta alle costrizioni a cui lo sottopone l’Opéra; per l’inflessibilità che lo distoglie dalla creazione del balletto e per le resistenze opposte ai tentativi di svecchiamento. L’intento è quello di descrivere una lotta contro la rigidità della tradizione e la difficoltà di mettere in atto una rivoluzione artistica. Ma il realismo dei registi, impone loro di mostrarci anche il lato più puerile e meno nobile di questa operazione; per cui Millepied non è mai rappresentato né come un eroe né come un antagonista. E per questo, forse, assume una complessità che rende la sua battaglia ancora più coinvolgente.

 

 

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