2018, REVIEWS

“UN AMORE SOPRA LE RIGHE” – Nicolas Bedos

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ALL’OMBRA DI VICTOR

 

Nel 1971, Sarah – studentessa di lettere – incontra Victor – aspirante scrittore. Quarantacinque anni dopo, la Sarah settantenne accetta di raccontare a un giornalista la storia della vita al fianco (e all’ombra) del defunto Victor – divenuto, nel frattempo, scrittore di successo in Francia e nel resto del mondo.

 

Costruito su due livelli narrativi distinti, “Un Amore Sopra le Righe” (2017), di e con Nicolas Bedos, racconta il matrimonio tra la pacata Sarah e il nevrotico Victor – i signori Adelman del titolo francese originale (“Mr & Mme Adelman”, n.d.r.). Possiamo dire, nel senso più immediato del termine, che si tratti di una commedia, dove si ride e ci si diverte. Se la intendiamo, invece, nel suo significato tradizionale, proprio una commedia non è. Perché, di fatto, l’apparente positività del finale maschera una drammaticità di fondo, più forte della semplice malinconia romantica.

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Allo stesso modo, la costante derisione delle esagerazioni dei personaggiVictor e Sarah, in primo luogo – allontana il film, di molto, da quel genere preciso, in senso vero e proprio. In certi momenti, dubitiamo e pensiamo che possa essere, invece, un dramma ad essere narrato. Eppure, la contrapposizione con scene comiche, al limite del grottesco, non fa che rendere la narrazione incoerente; soprattutto, in quegli atti della storia dedicati all’amarezza di un matrimonio infelice e di una vita tanto patinata quanto, in sostanza, insoddisfacente. Questo è, forse, il maggiore difetto della pellicola; che, per il resto, non soffre di evidenti pecche.

DSC02333 © 2016 - Les Films Du Kiosque - Photo Christophe Brachet POUR PLUS TARD (Copier)

Un Amore Sopra le Righenasceper ammissione di Bedos e della co-sceneggiatrice e interprete Doria Tillierdagli esperimenti d’improvvisazione dei suoi due autori. La misteriosa Sarah racchiude in sé stessa tutti i personaggi creati dalla Tillier, riproposti, nel film – attraverso l’espediente dell’ambientazione in epoche diverseal fine di giustificare e connettere i cambiamenti – talvolta, radicali e, in altri casi, impercettibili della sua persona.

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Alla stessa maniera, l’egocentrico Victor dei primi anni si trasforma in un personaggio quasi tragico, un omuncolo che ritrova – grazie ad un paio di scene finali – un’agrodolce redenzione e per cui proviamo, però, più pietà che affetto. E, in qualche modo, anche una punta di invidia per aver conquistato Sarah; pur non meritando il livello di devozione che lei gli dimostra.

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Non c’è una sola sequenza in cui la sceneggiatura non raggiunga la soglia del politicamente scorretto – in alcuni casi, superandolain cui nessuno viene risparmiato; a partire dalle stesse categorie di persone che sono rappresentate dai due protagonisti. In alcuni tratti, l’umorismo acquisisce una cupezza tanto inaspettata da risultare immediatamente sgradita, alla sua comparsa; intaccando, talvolta, la sospensione dell’incredulità dello spettatore e rendendolo conscio della finzione mostrata sullo schermo. Eppure, giunti alla fine, l’odio per i due protagonisti lascia spazio alla commozione per l’intensità dei loro sentimenti; sebbene, più per il palese e reale affetto tra Bedos e Tillier che per indiscutibili pregi della sceneggiatura.

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Nicolas e Doria funzionano davvero come coppia. Nonostante alcuni momenti meno incisivi, infatti, il plot scorre, comunque, senza trascinarsi; proprio per il loro carisma e per la veridicità di quel rapporto, che nemmeno il trucco e gli abiti di scena possono mascherare. La follia e l’eccesso dei due personaggi – e il conseguente divertimento per lo spettatore – si mantengono anche quando il trascorrere degli anni comporta l’evoluzione delle personalità di Victor e Sarah.

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Se, alla base, Victor rimane egocentrico e nevrotico tanto quanto Sarah affettuosa e instabile, lo sviluppo della loro storia – su un periodo che copre mezzo secoloconsente di seguirli nei loro cambiamenti e di percepire la trasformazione dei loro rispettivi caratteri. La loro è una formula che funziona a ragion del tipo di collaborazione che li caratterizza nella vita reale. Certo, annunciare la coppia Bedos-Tillier come una nuova frontiera del cinema francese sarebbe senza dubbio eccessivo. Tuttavia, all’indomani di questa pellicola, si può immaginare che i due ne emergeranno come una voce quantomeno originale.

 

 

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