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“NELLE PIEGHE DEL TEMPO”: Google Conference con Ava DuVernay e il cast

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Per presentare “Nelle Pieghe del Tempo” al pubblico statunitense – in occasione del Giorno Internazionale della DonnaGoogle ha organizzato una conferenza con Ava DuVernay, Oprah Winfrey, Storm Reid, Reese Witherspoon e Gugu Mbatha-Raw.

Nelle Pieghe del Tempo (A Wrinkle in Time)” (2018) è uscito giovedì nelle sale italiane e non è divenuto un fenomeno da grandi incassi come lo è stato negli USAdove le cifre del Box Office, nel suo primo weekend, lo collocavano secondo solo aBlack Panther” (2018) dei Marvel Studios. La novità per cui un film per ragazzi si trovi ad avere una protagonista afroamericana – e che il suo genere o la sua etnia non siano mai un punto di discussione nella storia – non può che essere un segnale del cambiamento verso cui, a piccoli passi, si sta avviando Hollywood. Dopotutto, è già, di per sé, rilevante che la Disney abbia affidato la regia a una donna afroamericanala cui filmografia passata aveva dimostrato una particolare sensibilità per le tematiche di genere, di discriminazione razziale e, per sua stessa ammissione, di età; proprio a ragione del suo tardo ingresso nell’industria cinematografica. Alla domanda relativa alla caratteristica per cui fosse rimasta attratta, originariamente, dal progetto, Ava DuVernay ha, senza indugio, specificato che la chiamata della Disney le fosse risultata differente dal solito; in quanto “spesso si presume che le donne chiedano il permesso, […] che diano prova di meritare davvero di vedersi affidato un progetto, a Hollywood come nella vita comune”. Al contrario, nulla di tutto ciò le era stato chiesto dalla Disney; che aveva, anzi, dichiarato di essere, semplicemente, interessata al suo lavoro e alla sua personalità cinematografica.

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D’altro canto, che lo spirito del film sia di tipo inclusivo è esemplificato anche dalla presenza di Oprah Winfreyicona della televisione americana e amica della DuVernay; sin da quando la visione diMiddle of Nowhere” (2012) (suo terzo lungometraggio) l’aveva esortata a entrare in contatto con la regista, verso cui sentiva una particolare affinità. Pronta a sostenerla nel suo viaggio in Nuova Zelanda per girare il film, Oprah si è, infine, ritrovata a leggere la sceneggiatura per interpretare il personaggio della leggendaria Signora Chiper cui ha dichiarato di essersi ispirata alla propria mentore Maya Angelou, a Glinda de “Il Mago di Oz” e, in parte, anche a sé stessa. Non è un caso, commenta la Winfrey, che una delle battute centrali del suo personaggio (“Trova la giusta frequenza e abbi fede in chi sei”) sia anche la sua filosofia personale. La fiducia in sé stessi è, in effetti, un tema fondamentale del film: “essa è ciò che deriva dal riversare tutti noi stessi in ciò che scopriamo di amare”, nelle parole di Gugu Mbatha-Raw e che, a parere di Oprah, “rende possibili cose inimmaginabili”.

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L’ispirazione femminista della storia è stato uno dei elementi richiamati a più riprese nel corso della conferenza. Reese Witherspoon ha, ad esempio, sottolineato come leggere il romanzo in giovane età sia stataun’esperienza incomparabileper una ragazzina amante della fantascienza che non si era vista, fino a quel momento, rappresentata nella letteratura per ragazzi. Il fatto che il film e l’originaria opera letteraria abbiano come protagonista un personaggio femminile non è l’unico nodo rilevante, in tal senso; la cosa notevole è che lei sia circondata da altre donne. È fondamentale che le prime tre figure magiche incontrate da Meg siano donne – pur nel loro essere fantastiche e immortalicosì come lo è la scelta di insistere sul legame intellettuale, prima che romantico, tra i suoi genitori. Effettivamente, è innegabile che Kate e Alex Murry si amino; ma è ancora più evidente che ciò che fortifica la loro unione – e che giustifica la fiducia di Kate verso di lui – é il legame tra le loro menti. Inoltre, è, soprattutto, la scelta di affidare il personaggio di Meg alla quattordicenne Storm Reid che dà prova del femminismo intersezionale del film. Non a caso, la Reid non si riconosceva, inizialmente, nella Meg del libro – che fisicamente non le somigliavama, letta la sceneggiatura, ha avuto conferma di cometutti possano trovare un pezzo di Meg in sé stessi”; allo stesso modo in cui lei vi aveva ritrovato la propria forza di volontà e le difficoltà di crescere in un mondo dominato dall’oscurità.

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Il tema riguardante il contrasto tra la Luce e l’Oscurità – che tenta di sovrastare la protagonista – è, a parere di Oprah, il punto focale per poter individuare il vero messaggio della pellicola. La Winfrey ha sottolineato come, in effetti, il nostro pianeta sia fatto di opposti e che come l’Oscurità sarà sempre presente nel nostro mondo, noi non saremo mai privati della Luce per questo. La Signora Chi afferma, infatti, nel film, chel’unica cosa più veloce dell’oscurità è la luce”: il più piccolo sprazzo di luce è sufficiente a dissipare oscurità, gelosia e confusione e se c’è una morale che tutti possiamo recepire dal film è che ciascuno di noi è chiamato a combattere perché quella luce continui a splendere.

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