2018, REVIEWS

“SERGIO & SERGEI – IL PROFESSORE E IL COSMONAUTA” – Ernesto Daranas

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UN’AMICIZIA OLTRE LE STELLE

Nel 1991, un giovane professore di filosofia marxista a L’Avana inizia a comunicare, via radio, con l’ultimo astronauta dell’Unione Sovietica – ancora nello spazio, alla data del crollo del Muro di Berlino. Con la crisi economica cubana e quella politica russa sullo sfondo, i due trovano, l’uno nell’altro, un supporto inaspettato.

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Presentata al Toronto Film Festival, lo scorso anno, esce domani, nelle sale italiane, la commedia “Sergio & Sergei – Il Professore e il Cosmonauta” (2017); quarto lungometraggio del cineasta cubano Ernesto Daranas. Co-prodotto tra USA, Cuba e Spagna, il film racconta dell’insolito rapporto tra due particolari personaggi.

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Ad aprire la narrazione, è Sergio: un professore universitario esperto di marxismo che – pur conservando, ancora, il desiderio di vedere i propri ideali realizzati nel paese d’origine – si trova costretto, a malincuore, a dover scendere a patti con una realtà che non gli appartiene. La sua amicizia con l’americano Peter, da una parte, e con il russo Sergei, dall’altra, gli permettono di acquisire una visione più completa di ciò che il socialismo è stato; senza mai distruggergli, tuttavia, il sogno utopico di un mondo in cui la sua filosofia possa sembrare ancora attuabile.

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Nell’accettare la condizione di crisi e indigenza che minacciano madre e figlia – come ineluttabili spade di DamocleSergio alza, in modo ottimistico, gli occhi al cielo; in direzione di quella stazione da cui, invece, Sergei vorrebbe allontanarsi, per riabbracciare la propria famiglia. Quasi inconsapevole di ciò che gli accade intorno, lui ha difficoltà a digerire il fatto che il proprio lavoro sia insufficiente al sostentamento familiare ed è del tutto ignaro di essere oggetto dell’infatuazione di una sua giovane studentessa.

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La voce della figlia di Sergio – una Mariana ormai adulta – ci racconta la gioventù del padre e la sua difficoltà nell’affrontare la quotidianità della crisi cubana, abbandonando i propri anacronistici ideali. I rischi che Sergio corre per le sue idee politiche diventano, allora, oggetto di umorismo; mentre la storia di Sergei si trasforma in una fiaba magica agli occhi di Mariana, che conosce il cosmonauta attraverso i racconti del padre. Il sottofondo drammatico è, però, presente, grazie a quelle poche scene esclusivamente dedicate a Sergei; che rendono palese tutta la sua incomunicabile sofferenza, originata dall’essere l’ultimo uomo nello spazio, lontano dalla famiglia e dimenticato dalla patria.

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Sergio & Sergeiè una commedia che tenta di alleggerire un tema complesso, scegliendo una prospettiva ingenua attraverso la quale raccontarlo. Tale leggerezza, apparente, diventa cifra stilistica di un film che, in mancanza di essa, avrebbe acquisito un carattere drammatico schiacciante. Non a caso, non c’è particolare ricercatezza nella regia o nel montaggio – salvo sporadici momenti – e il successo dell’opera si affida alla sincerità dei complessi sentimenti che vi sono rappresentati.

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L’iper-semplificazione è accettabile, difatti, proprio per la scelta di affidare a una bambina gran parte del racconto. D’altra parte, Tomás Cao ed Héctor Noas calzano a pennello nei rispettivi ruoli di Sergio e Sergei e permettono, così, di rendere palese il fascino dell’ideale e la contrapposta rigidità del presente. Il cast di supporto a Cao regala al personaggio di Sergio una dimensione umana; che sarebbe mancata a Sergei, se Noas non fosse stato capace di reggere la storia esclusivamente sulle proprie spalle.

 

 

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