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“NOI SIAMO LA MAREA” – Sebastian Hilger

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MAREA DI VITA

Nella località di Windholm, in Germania, un fenomeno inspiegabile ha fatto ritirare il mare dalla costa; portando via con sé anche i bambini del luogo. Un giovane fisico, intenzionato a condurre degli studi su tale avvenimento, si reca nella cittadina, insieme a un’ex collega di cui, forse, è ancora innamorato.  

Noi siamo la marea_Lana Cooper 22

Noi Siamo la Marea (We Are the Tide)” (2016) è l’opera seconda del regista tedesco Sebastian Hilger, presentata alla 66° Berlinale e al 34° Festival di Torino – dove ha ricevuto il Premio del Pubblico. Si tratta di un curioso sci-fi movie sul tempo – con tutti i suoi meccanismi e paradossiche, per certi versi, ricorda abbastanza il cinema di Christopher Nolan, da “Inception” (2010) a “Interstellar” (2014) – la cui soundtrack, firmata da Hans Zimmer, sembra essere rievocata dal compositore Leonard Petersen.

Noi siamo la marea_Max Mauff2

In realtà, la pellicola di Hilger può anche essere letta come una metafora della vita, del suo scorrere incessante e inesorabile e del passaggio dall’infanzia all’età adulta. LaMareasiamo proprioNoi” – come dice il titolo – con i nostri sogni e i nostri desideri della giovinezza; che, molto spesso, vengono disattesi e si trasformano in delusioni, una volta che maturiamo e diventiamo grandi.

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Nella sceneggiatura di Nadine Gottmann è, dunque, presente un esistenzialismo che – attraverso uno sviluppo ciclico, tanto nel vissuto umano quanto nel plotfinisce per trattare anche il tema della morte e delle conseguenti perdite causate. Con un epilogo un po’ affrettato e non completamente nitido e definito, gli autori fanno intendere che quei bambini cresciuti non hanno più bisogno di fermare il corso degli eventi e non hanno nemmeno paura di ciò che li aspetta dopo il trapasso; accettando la fine e accogliendola completamente.

Noi siamo la marea_Max Mauff 22

La genitorialità è, poi, un altro elemento trasversale della narrazione; che coinvolge, in maniera diversa, i protagonisti e i comprimari e si aggiunge al già ricco carnet di topos del lungometraggioTra le pecche di scrittura, invece, c’è la relazione sentimentale tra i due personaggi principali; che risulta un po’ convenzionale e non aggiunge nulla al fil rouge della storia.

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La pregevole regia di Hilger e la fotografia dalle tonalità grigio-bluastre di Simon Vu rendono benissimo il paesaggio cupo, melanconico e, leggermente, offuscato del villaggio rurale tedesco – compresa la maestosa spiaggia che non è più sommersa dall’acqua. Le ambientazioni e le palette di colori delle inquadrature, nello specifico, riecheggiano, inoltre, le immagini e lo stile visivo di un altro sci-fi movie, il distopico e anglo-americanoNon Lasciarmi” (2010).

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Noi Siamo la Marearimane un film di fantascienza minore – in cui essa viene anche omaggiata, in qualche modo, dal regista – pur essendo, comunque, un’opera affascinante e godibile. La sua morale è che non si può tornare indietro nel tempo, che le persone scompaiono” e la marea scende e risaleproprio come la vita.

 

 

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