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“ANT-MAN AND THE WASP” – Conferenza Stampa con Paul Rudd ed Evangeline Lilly

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Ant-Man and the Wasp” (2018) – sequel del cinecomic MarvelAnt-Man” (2015) – aprirà domani il Giffoni Film Festival 2018, alla presenza dei protagonisti Paul Rudd ed Evangeline Lilly. In attesa di incontrare i giovani fan, alla nota kermesse di cinema per ragazzi, le due star hanno fatto un salto nella capitale, per presentare il film e scambiare due chiacchiere veloci con la stampa italiana. Li abbiamo incontrati proprio questa mattina, all’Hotel de Russie, nei pressi di Piazza del Popolo. Lui piuttosto conciso, ma sempre pronto a tirar fuori quella verve comica irresistibile; lei bella, sorridente e maggiormente loquace, nello svelare anche qualcosa in più della sua sfera intima e privata.

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Parlando del Marvel Cinematic Universe e di cosa esso rappresenti, Lilly ha ammesso che si tratti di “una fuga dalla realtà, che con divertimento e complicità ci fa stare bene e ci dà speranza; anche per il mondo odierno in cui viviamo. Inoltre” – ha dichiarato l’attrice – “è qualcosa che ci permette di sentirci più coraggiosi e che, personalmente, anche come madre, mi aiuta ad esplorare quanto di eroico ci possa essere in me”. Dice, invece, Rudd: “Per me, è un pezzo importantissimo della mia vita. E’ un’esperienza completamente positiva e, a livello personale, mi dà qualcosa in più da condividere con i miei figli. Una grandissima gioia, davvero. Come interprete, poi, posso dire che il mio compito – come quello di tutti gli attori che vestono tute da supereroi – è trasferire al pubblico l’essenza di questo mondo. Per il resto, sono stato onorato di poter recitare in questo ruolo e di condividerlo anche con il resto del cast ed Evangeline”.

In merito al personaggio di Hope Van Dyne – alias Wasp – e del suo ritorno nel secondo episodio, Lilly si è sentita fiduciosa sin dall’inizio: “Quando sono stata scelta per comparire in “Ant-Man” (2015), la sceneggiatura era già stata scritta. Di conseguenza, se fossi riuscita a fare bene il mio lavoro – e il film avesse avuto successo – ci sarebbero state buone possibilità d’interpretare, di nuovo, il ruolo. E sarebbe stato anche un modo per giovare al mio collega Paul”.

Entrambi hanno avuto esperienze lavorative sia nel mondo cinematografico che nelle serie tv. Lilly, ad esempio, ha ottenuto successo e popolarità proprio sul piccolo schermo: “Quella della Marvel è una famiglia straordinaria. Però, nessuna esperienza potrà mai essere uguale, per me, a quella vissuta sul set di “Lost” (2004-2010). Il rapporto che avevo con tutti loro era proprio speciale. Abbiamo lavorato in un’isola deserta – senza mariti, mogli e figli – e ci siamo dati man forte, l’un l’altro. Mi veniva pure da piangere ogni volta che terminavano le riprese di una stagione. E ancora oggi mi commuovo, ripensandoci”. Al contrario, l’attore statunitense – adesso in sala con la commedia gayA Modern Family” (2018) – non si è mai sentito a casa, forse, come negli Avengers Studios: “Quando ti trovi a girare un film, trascorri tanto tempo con il cast e il crew. Con il gruppo Marvel si è creata vera amicizia e familiarità. Ho apprezzato chiunque come persona – dagli altri attori ai dirigenti – e ho, con tutti loro, un rapporto splendido”.

Una delle caratteristiche peculiari di Ant-Man e Wasp è diventare piccoli quanto un pollice e stare, quindi, a contatto con insetti che diventano, per proporzioni inverse, degli indispensabili aiutanti. Ma cosa vorrebbe dire rimpicciolirsi o avere a che fare con formiche operaie e similari, nella realtà? “Non sapete quante volte vorrei sparire o rimpicciolirmi. Mi capita spesso di trovarmi in situazioni imbarazzanti, da cui vorrei fuggire. In merito alle formiche, dopo i due “Ant-Man” (2015-2018) il mio rapporto con loro è cambiato: evito sempre di schiacciarle e le sento, veramente, quasi come fratelli e sorelle”, dice Rudd a riguardo. L’attrice canadese – vista in “The Hurt Locker” (2008) – non nasconde, invece, delle sue insicurezze: “Quando giravo “Lost”, tutti noi del cast ci riunivamo, settimanalmente, per vedere ogni puntata. In quei momenti, sarei voluta scomparire o avrei voluto rimpicciolirmi, a volte. Non sempre ero all’altezza per quella parte, all’epoca” e prosegue: “Ho sempre protetto formiche e insetti. Pensate che da piccola, mettevo, addirittura, dei bruchi neri addosso, per spaventare le ragazzine. In questo senso, il mio modo di relazionarmi a queste creature è rimasto lo stesso”.

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Tra i personaggi che avrebbe voluto interpretare sin da piccolo, Paul cita nientemeno che Hulk, affermando, tristemente: “Non mi hanno mai dato la parte!”. E persino Evangeline sognava di essere, sul grande schermo, una supereroina; ma una della DC Comics: “Avrei voluto tanto interpretare Catwoman; che ha, poi, avuto anche il volto di Michelle Pfeiffer. Nonostante non sia riuscita nell’impresa, ho avuto il piacere di avere lei come madre in “Ant-Man and the Wasp” e il sogno si è, in qualche maniera, realizzato lo stesso”.

Un altro tema importante del dibattito è stato il peso dell’età nello star system e i provvedimenti che Hollywood sta, pian piano, prendendo, a riguardo; con l’aiuto di tecnologie sempre più avveniristiche. “Durante la realizzazione de “Lo Hobbit” (2012-2014), è stato deciso di farmi apparire ringiovanita, per il personaggio dell’elfa Tauriel. Ricordo di aver fatto delle sedute per dare la possibilità ai curatori degli effetti speciali di sviluppare un’immagine di me diversa dalla realtà. In seguito, mi è stato chiesto di continuare, ma mi sono resa conto che non ero tanto d’accordo a ricreare una finta me stessa, quando ero, in parte, assente dallo schermo, a conti fatti. Inizialmente, ho, dunque, rifiutato; anche per il timore che tale pratica potesse portarmi a non lavorare più, fra trent’anni. Alla fine, però, ho capito che non si può andare contro il futuro e l’evoluzione e, quindi, ho assecondato questa nuova tendenza”, ha detto Lilly. Rudd, dal canto suo, l’ha presa più sul ridere, rendendoci partecipi di un divertente aneddoto: “Michael Douglas si è detto entusiasta all’idea di recitare al fianco di Michelle Pfeiffer; anche perché non ne aveva mai avuto l’occasione. Quando gli è stato detto che l’avrebbero ringiovanita di 30 anni, non vi dico la sua reazione!”.

Ma cosa comporta il pensiero d’invecchiare, per un attore, e quanto può essere discriminante? Paul la pensa così: “Credo che Hollywood abbia una preferenza generale per gli attori più giovani. Nella famiglia Marvel, invece, io sono in cima all’elenco per l’età che ho e ne sono grato”. Mentre Evangeline non ha timore di tutto ciò: “All’interno dei Marvel Studios non si penalizza, affatto, l’anzianità. I primi a sdoganare questo preconcetto sono stati Robert Downey Jr. e Gwyneth Paltrow che – nonostante non siano più giovanissimi – sono sempre, estremamente, belli e affascinanti. Detto fra noi, non voglio assolutamente evitare il processo d’invecchiamento. E non voglio nemmeno mandare un messaggio sbagliato ai fan. Io – come tutte – invecchierò; ma andrò avanti, diventerò più in gamba e avrò sempre più esperienza. Perché in una donna c’è molto di più che un bel giovane faccino”. Alla fine, è Rudd ad avere l’ultima parola e a far scoppiare sonore risata nella sala: “Forse non lo immaginavate, ma sono io che cerco di accaparrarmi, accuratamente, tutti i prodotti anti-invecchiamento!”.

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Diretto da Peyton Reed e scritto da Chris McKenna, Erik Sommers, Andrew Barrer, Gabriel Ferrari e lo stesso Paul Rudd, “Ant-Man and the Wasp” uscirà nelle sale italiane il prossimo 14 Agosto, distribuito da Walt Disney Company.

 

 

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