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MOSTRA DI VENEZIA 2018 – DAY 3: “The Favourite”, “A Star is Born”

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La terza giornata della Mostra del Cinema di Venezia è stata caratterizzata dall’arrivo della popstar Lady Gaga, che, circa un’ora fa, ha calcato il red carpet del Palazzo del Cinema; dimostrando una grande empatia verso i tantissimi fan, con cui si è prestata a fare selfie e autografi, nonostante la pioggia.

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The Favourite

Ma facciamo un passiamo indietro e torniamo a ieri sera e al quarto titolo del Concorso: “The Favourite”, di Yorgos Lanthimos. Il regista greco ha presentato un biopic in costume, in cui due dame di corte si contendono le attenzioni e i favori della Regina Anna, nell’Inghilterra del XVIII secolo. Dopo averlo visto, viene da chiedersi quanto di vero ci sia e quanto sia dovuto, invece, all’impronta tipicamente cinica e grottesca dell’autore di “The Lobster” (2015) e de “Il Sacrificio del Cervo Sacro” (2017). La risposta è che quello a cui assistiamo è un racconto narrato, per gran parte, in modo diversissimo rispetto a come lo si può immaginare in un costume-drama tradizionale e classico; a partire del fatto che i personaggi usano un linguaggio verbale decisamente contemporaneo, dove è uno humour corrosivo a prevalere – tra dialoghi serratissimi, con un botta e risposta continuo.

La pellicola – che inizia con toni da commedia nera e finisce quasi come un’amara tragedia; come da regola, per Lanthimos – è spietata nello svelare una lotta di potere senza esclusione di colpi, in cui vengono rivelati – ancora una volta – l’opportunismo e l’infamia dell’essere umano, ma anche lo sperpero economico causato delle noncuranti figure che governano una nazione. Girato magnificamente, il film è una vera e propria festa per gli occhi: dallo sfarzo dei costumi all’imponenza di scenografia e fotografia, passando per sequenze girate in grandangolo e in fish-eye. Leggibile anche come una storia di passione triangolare, “The Favourite” è interpretato da un trio di attrici eccellenti, di cui sarebbe difficile sceglierne la migliore: Emma Stone, Rachel Weisz e la rivelazione Olivia Colman.

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A Star is Born

L’evento Fuori Concorso di oggi, invece, è stato, appunto, “A Star is Born” – terzo remake dell’omonimo musical del 1937 – scritto, diretto, prodotto e interpretato da Bradley Cooper, al fianco di Lady Gaga. L’arcinoto melodramma – che coinvolge un cantante in declino e un astro nascente della musica – è trattato, stavolta, in modo un po’ convenzionale e sentimentalista. Il debutto dietro la macchina da presa di Cooper è tutt’altro che fallimentare; anzi, si tratta di un’accettabile opera prima. Ma chi si aspettava un’emozionante, tormentata ed epica love story, a suon di chitarra e pianoforte – così com’era stata pubblicizzata – tornerà, probabilmente, a rivedere l’originale oppure troverà l’occasione di gustare un capolavoro come “La La Land” (2016), se mai non lo avesse ancora fatto.

La storia di “A Star is Born” scorre via trascinandosi – come il suo protagonista maschile, dipendente dall’alcool – e non riesce a tirarsi fuori dal pericolo del “già visto”; così, a pagarne le spese è lo spettatore. Tra drag queen e influenze gaie – molto care alla cantante di origini italiane – ci si ritrova ad apprezzare, principalmente, la fotografia del grande Matthew Libatique – collaboratore abituale di Darren Aronofsky – e le canzoni, tra il rock e il pop melodico. Lady Gaga si dimostra una buona attrice esordiente e bisogna, certamente, dargliene atto. Ad emozionare, però, è sempre la sua straordinaria voce e in diverse scene la persona reale si confonde con il personaggio fittizio. Di Cooper, invece, si può dire che non sia, purtroppo, ai suoi livelli massimi attoriali.

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Per gli amanti del cinema d’autore, infine, sono stati proiettati in ConcorsoNon-Fiction”, di Olivier Assayas, e “The Ballad of Buster Scruggs”, dei fratelli Coen. Domani vi diremo la nostra su entrambi.

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