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MOSTRA DI VENEZIA 2018 – DAY 7, 8, 9, 10: “22 July”, “Vox Lux”, “Capri-Revolution”

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Siamo giunti al termine di questa 75. Edizione della Mostra del Cinema di Venezia a stiamo per scoprire tutti i premiati del Concorso, che saranno scelti dalla Giuria presieduta dal vincitore di 2 Oscar Guillermo del ToroLeone d’Oro dello scorso anno, con “La Forma dell’Acqua – The Shape of Water” (2017). Ecco i tre titoli che abbiamo apprezzato di più in questi ultimi giorni di festival.

 

22 July” – Paul Greengrass

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La storia vera dell’attacco terroristico avvenuto a Oslo – in Norvegia – nel 2011, raccontata attraverso gli occhi di un adolescente. Un thriller teso e drammatico, che inizia dall’attentato del 22 Luglio, per poi proseguire con la vicenda personale di un ragazzo sopravvissuto e con quella processuale e giudiziaria contro l’unico uomo colpevole. Pur non eccellendo per virtuosismi registici, Greengrass fa bene il suo e porta a casa la pellicola, con lo stile asciutto e tipicamente americano che lo caratterizza. E – oltre al pathos – non mancano i momenti d’emozione, anche per merito del giovane protagonista Jonas Strand Gravli – al suo debutto in un lungometraggio.

 

Vox Lux” – Brady Corbet

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L’opera seconda di Brady Corbet – incentrata sull’ascesa di una popstar alla soglia del XXI secolo – è, probabilmente, uno dei titoli più spiazzanti e difficili da elaborare di questo festival. Nel suo essere un’originalissima e anticonvenzionale satira socio-culturale, è una pellicola che cattura, incredibilmente, nella prima parte – facendo gridare, immediatamente, al capolavoro – e lascia un tantino interdetti nella seconda – per il suo repentino cambio di tono e registro. Quel che è certo è che si tratta di un film, sicuramente, da non perdere, per la regia unica di Corbet – molto simile a quella del suo esordio, “L’Infanzia di un Capo” (2015) – che, unita alle musiche di Scott Walker e al montaggio di Matthew Hannam, crea effetti d’estasi e ipnosi allo spettatore. Natalie Portman interpreta un personaggio fastidiosamente preso di sé, ma la vera sorpresa è la Raffey Cassidy de “ll Sacrificio del Cervo Sacro” (2017).

 

Capri-Revolution” – Mario Martone

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Capri-Revolution” è l’affascinante ritratto di un periodo storico pieno di cambiamenti, che si riflettono sugli abitanti dell’isola di Capri e, in particolare, su una ragazza desiderosa d’indipendenza, un giovane medico e la guida di una comune. Mario Martone mette a confronto tradizione e modernità, sacro e profano, scienza e magia, in un racconto di formazione femminista e anticonformista. Marianna Fontana è il simbolo di una rivoluzione che guarda verso la libertà umana e, soprattutto, verso quella femminile – negata alle donne dell’epoca. Quasi come in un ritorno alla classicità ellenica, i membri della comune danzano nudi, professano una sessualità libera, compiono riti sacrificali e, allo stesso tempo, meditano e venerano il sole – al pari di un movimento new age. In un continuo contrasto tra passato e presente, che – come ne “Il Giovane Favoloso” (2014) – viene evidenziato dalla colonna sonora di Sascha Ring – in arte Apparat – e Philip Thimm, spiccano la talentuosa Fontana di “Indivisibili” (2016) e l’olandese Reinout Scholten van Aschat.

 

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