2018, REVIEWS

“GLI INCREDIBILI 2” – Brad Bird

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UNA FAMIGLIA CONTEMPORANEA (DI SUPEREROI)

Mentre Helen Parr – meglio nota come Elastigirl – viene selezionata come portavoce di una campagna pubblicitaria volta a promuovere la rinascita dei supereroi, il marito Bob – alias Mr. Incredible – si trova costretto a badare ai tre figli e a gestire la quotidianità di una comune vita da essere umano. Nel frattempo, un nuovo pericoloso nemico si muove nell’ombra…

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Li abbiamo conosciuti 14 anni fa e ora li ritroviamo, sempre più incredibilmente uniti e all’avanguardia che mai. La “Normale Famiglia di Supereroi” de “Gli Incredibili” (2004) – sesto lungometraggio d’animazione Pixar, vincitore di 2 Oscar – ritorna nel sequelGli Incredibili 2 (Incredibles 2)” (2018), scritto e diretto, ancora una volta, da Brad Bird.

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E’ un secondo capitolo molto femminista, questo, che – attraverso due personaggi contrapposti – mette in luce il ruolo della donna nella società; tentando di sfatare il luogo comune secondo cui la figura femminile debba essere tutta “casa e famiglia“. Una mezza verità, per il regista; se si considera che, mentre Helen rilancia con successo il futuro dei supereroi, Bob – da bravo (incapace) papà – bada ai tre figli con risultati disastrosamente esilaranti, almeno all’inizio. Come a dire che, per quanto le madri in carriera siano sempre più frequenti, non potranno, forse, mai essere sostituite del tutto dalla figura paterna, nella crescita della prole.

INCREDIBLES 2

Per quanto l’estetica e la confezione rimangano, estremamente, vintage, il film – che ha atmosfera e ambientazioni simili a quelle di una spy-story dei ’50/’60 – è, del tutto, contemporaneo, nei messaggi e nei significati. Ci sono i primi segnali della pubertà – manifestati con isterismi legati a problemi amorosi, in Violet, e con gesti di mascolinità, in Dash. C’è un accenno alla tecnologia, che tende ad annichilire l’essere umano, facendolo rimanere, perennemente, bloccato in poltrona, davanti a uno schermo; così come c’è la politica odierna, con il potere di chi è al governo e la comparsa di un personaggio che richiama alla memoria Barack Obama (e, forse, l’America dei suoi anni). E c’è, e non può mancare infine, la diversità, simboleggiata dai supereroi che vengono emarginati dal resto degli esseri umani.

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Dal punto di vista del mero intrattenimento, invece, la pellicola si rivela altrettanto spettacolare e divertente quasi quanto il primo episodio. A catalizzare l’attenzione, in particolare, sono delle sequenze d’azione degne di un live action; uno spassosissimo sketch in stile Looney Tunes – in cui il piccolo Jack-Jack se la vede con un dispettoso procione, che sembra la versione 3D di Meeko di “Pocahontas” (1995) – e una scena in cui vengono, persino, omaggiati i cartoni di Hanna-Barbera. Senza, dimenticare, ovviamente, Edna Mode, la stilista più stilosa del cinema d’animazione – doppiata dallo stesso Brad Bird in originale e da Amanda Lear, nella versione italiana – che si ritrova a fare da babysitter temporanea a Jack-Jack.

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Anticipato dal tenero e commovente cortometraggio di Domee Shi, “Bao” (2018) – che, con un’originalissima metafora rappresentata da un raviolo cinese, racconta il senso di mancanza provato da una madre quando il figlio lascia il proprio nido – “Gli Incredibili 2” conferma, abbastanza, gli standard Pixar; con un colpo di scena finale meno prevedibile di quanto si potesse pensare. Pur non inserendosi tra i titoli più memorabili dello studio, rimane un divertissement molto godibile anche per gli adulti a cui sembra essere, in parte e volutamente, indirizzato – visti i temi trattati, la durata di quasi due ore (eccessiva per i più piccoli) e alcuni riferimenti e citazioni visive alla filmografia hitchcockiana.

 

 

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