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IL DEMONE DELLA DROGA: “BEN IS BACK”, di Peter Hedges

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Il giorno della vigilia di Natale, il diciannovenne Ben Burns (Lucas Hedges) decide di lasciare la comunità di tossicodipendenti in cui è ricoverato, per passare le feste con la sua famiglia. La madre Holly (Julia Roberts) lo accoglie, subito, a braccia aperte; con la condizione che per le 24 ore successive possa controllare, personalmente, ogni suo spostamento…

Una cittadina americana nelle ore serali; la neve che copre le case e gli alberi spogli; una piena atmosfera natalizia. Fanno subito pensare aManchester by the Sea” (2016), le prime immagini di “Ben is Back” (2018), dramma diretto da Peter Hedges e interpretato dal figlio Lucasproprio il protagonista del lungometraggio di Kenneth Lonergan, premiato con l’Oscar alla Miglior Sceneggiatura Originale e al Miglior Attore Protagonista, nel 2017.

Dall’incipit, sembra di assistere alla classica family reunion dallo spirito, convenzionalmente, statunitense; ma, in realtà, l’opera – girata, prevalentemente, di notte e permeata di un’atmosfera buia e cupa – riserva molto di più di ciò che si possa pensare. La tematica della tossicodipendenza – con i suoi terribili effetti – viene affrontata in modo intenso e profondo e il rapporto simbiotico tra una madre e un figlio – che rappresenta il fulcro del plot – viene, difatti, declinato su questo versante.

Hedges sr.candidato a 1 Academy Award, per la sceneggiatura di “About a Boy – Un Ragazzo” (2002) – gioca sull’eccesso: la cittadina di Ben è invasa dal demone della droga; che, porta, spesso, alla criminalità o, peggio ancora, alla morte. L’idea che più di un personaggio secondario sia coinvolto in questa devastante problematica, potrebbe apparire paradossale o poco credibile; ma si rivela, invece, effettiva nel mettere ulteriore angoscia allo spettatore e nel far arrivare, con maggior urgenza, un messaggio così, socialmente, rilevante. 

Per Ben, tale condizione è una lotta interiore contro sé stesso e, in tal senso, risulta emblematica una frase che egli rivolge al fratellastro – tentato a grattarsi, per il prurito provato a causa di un costume lanoso, indossato per la recita di Natale: “Anche se ti prude la pelle, non devi grattarti”. Un’azzeccata e sottile metaforaappena sussurrata – per indicare ciò che lui stesso si trova ad affrontare, quotidianamente: resistere al prurito dell’astinenza da sostanze stupefacenti e non cedere alla tentazione di grattarsi con una pillola o, addirittura, una siringa.

Un’altra sequenza significativa e, persino, inquietante – per com’è girata e fotografata, dal candidato a 1 Oscar, Stuart Dryburgh – è quella in cui Julia Roberts cerca, disperatamente, il figlio per la città e s’imbatte in un cortile abitato da barboni e soggetti poco raccomandabili; che hanno abbandonato la vita normale e sono finiti ai margini della società, a causa della dipendenza.

Tutto ciò è, decisamente, ben raccontato e, in aggiunta, è presente anche una critica accennata al governo americano – che non sembra curarsi dell’impoverimento della popolazione – mossa nel momento in cui Holly dice a Ben che è grazie al nuovo marito – suo patrigno – che ha potuto pagare le cure e la comunità per la sua disintossicazione.

Nonostante un finale non propriamente originale, “Ben is Backè, più di tutto, un ottimo film d’interpretazioni, nel quale persino la giovane e sconosciuta Kathryn Newton – che veste i panni di Ivy, sorella di Ben – è degna di nota. Il già nominato a 1 Academy Award, Lucas Hedges, continua la sua crescita attoriale e offre una performance forte ed emozionante – che si potrebbe riassumere, semplicemente, nella scena dell’esibizione in chiesa; nella quale lui scoppia in lacrime, guardando quanto la sorellastra sia più realizzata di lui e come la madre possa esserne felice

Julia RobertsPremio Oscar perErin Brockovich – Forte Come La Verità” (2000) – incarna, invece, tutto il meglio delle donne che hanno messo al mondo un altro essere umano: una madre coraggio, talmente innamorata del figlio da difenderlo  pure da una colpa insopportabile che lui le confessa e si porta dentro. Si tratta di un’interpretazione eccellente, commovente e colma di una fierezza che viene espressa più e più volte: mentre dice a Ben che è pronta a scavargli una tomba; quando intima le commesse del negozio e farsi gli affari loro; nel momento in cui tenta di comprare, fintamente e con la droga, un vecchio amico del figlio per avere sue notizie e, sopra ogni altra, nella scena in cui tenta di salvargli la vita, a pochi minuti dai titoli di coda

 

 

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