2019, REVIEWS

VENDETTA TRA I GHIACCI: “UN UOMO TRANQUILLO”, di Hans Petter Moland

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Nels Coxman è un uomo quieto e riservato; un cittadino modello che lavora, diligentemente, come spazzaneve nella località sciistica di Kehoe, in Colorado. Un giorno, il figlio Kyle viene trovato morto e quando Nels – sconvolto dalla notizia – inizia ad indagare per scoprire cosa sia realmente accaduto, scopre che il ragazzo è stato, in realtà, ucciso da un boss della droga locale, soprannominato “Vichingo“. L’unico obiettivo di Nels rimane, quindi, quello di vendicarne l’omicidio e nel farlo, non potrà fare a meno di sporcare di sangue, a sua volte, le proprie mani…  

Un Uomo Tranquillo (Cold Pursuit)” (2019) è il remake anglofono del thriller norvegeseIn Ordine di Sparizione” (2014) – con il quale condivide anche il medesimo regista, Hans Petter Moland – e vede al centro del suo plot una sanguinosa storia di vendetta, ambientata tra le montagne del Colorado

Durante la visione, la prima cosa di cui ci si accorge è che si tratti di una pellicola difficile da inquadrare, dal punto di vista del genere. Ciò è dovuto, probabilmente, alla scelta di realizzare un film a metà tra crime, thriller e action – con dentro una certa dose di black humour.  Tale commistione, però, non trova un buon equilibrio; con il risultato di trovarsi di fronte a qualcosa di abbastanza indefinito.

Questo, però, non è, di certo, il problema principale. Ad essere primariamente carente è, infatti, la sceneggiatura dell’esordiente Frank Baldwin: spesso debole e sviluppata in modo fin troppo lineare, essa sembra, in alcuni punti, così forzata da far sorridere persino quando l’ironia non sia voluta. Per questa ragione, l’opera appare, nel complesso, lenta, abbastanza piatta e poco coinvolgente.  

La gestione dei personaggi è, poi, un difetto aggiuntivo: quasi tutti sono tratteggiati in modo abbastanza superficiale e poco approfondito e, oltre a ciò, il protagonista principale manca, molto spesso, di coerenza o verosimiglianza; sia nei comportamenti che in alcune situazioni specifiche che si trova ad affrontare. La cosa potrebbe essere talvolta intenzionale – per divertire lo spettatore – ma, in altri momenti, si comprende molto bene che non lo sia affatto. Alcuni personaggi, avrebbero, inoltre, meritato maggiore spazio – sempre per una questione di coerenza narrativa – ma appaiono solo brevemente. Una migliore caratterizzazione viene data, invece, ai criminali facenti parte del cartello gestito dal “Vichingo“; che sono ideati in modo piuttosto originale e non troppo scontato – com’è riscontrabile, ad esempio, nei soprannomi che gli vengono affibbiati.

A vestire i panni di Nels Coxman, troviamo un Liam Neeson, prevedibilmente, convincente – considerata la sua esperienza in pellicole d’azione o thriller similari. Ma analizzando meglio la sua interpretazione, l’attore inglese da, talvolta, l’impressione di essere un po’ sottotono. Nel resto del cast, figurano, al suo fianco, Laura Dern – nel ruolo della moglie di Nels, GraceTom Bateman – l’antagonista TrevorVichingoCalcote – ed Emmy Rossum –  che interpreta la poliziotta Kim Dash

Gli unici aspetti positivi si riscontrano nei reparti visivi e, soprattutto, nella fotografia di Philip Øgaard – capace di valorizzare le particolari location scelte per le riprese, rendendo suggestive le sequenze tra le montagne e i paesaggi innevati canadesi.

Se gestito diversamente e con maggior cura, “Un Uomo Tranquillosarebbe stato, sicuramente, un degno e, magari, anche un buon remake del prodotto originale – che aveva, addirittura, gareggiato per l’Orso d’Oro, alla Berlinale 2014. A conti fatti, si rivela, invece, un rifacimento non completamente riuscito

Recensione di Cristina Gervasio

 

 

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