FESTIVALS, Venezia

MOSTRA DI VENEZIA 2019: I 20 Film Più Attesi della 76. Edizione

34 minuti di lettura
(Da sinistra, in alto: “The Laundromat“, “Ad Astra“, “No. 7 Cherry Lane” e “About Endlessness“)

La 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha aperto, ufficialmente, i battenti. Anche se alcuni attesissimi film non hanno ultimato in tempo la post-produzione, per un passaggio in laguna – vedi Matteo Garrone, con l’ulteriore rifacimento live action di “Pinocchio” – e hanno, pure, preferito affacciarsi su “altri Lidi” – come nel caso di “The Irishman“, di Martin Scorsese, che aprirà il New York Film Festival – non si può, certo, negare che, anche quest’anno, Alberto Barbera e il suo team abbiano fatto un gran ottimo lavoro, per offrirci un cartellone ghiotto ed entusiasmante. L’Edizione 2019 sarà costellata – ancora una volta, seppur in minoranza – da titoli di major hollywoodiane – “Ad Astra” (per la 20th Century Fox, ormai inglobata a Walt Disney Studios) e “Joker” (a sorpresa, in Concorso, per Warner Bros. Pictures) – ma, soprattutto, della carovana Netflix; la cui, dopo essere stata bandita dal Festival di Cannes, impone la sua presenza alla kermesse veneziana, con ben tre titoli: “The Laundromat“, “Marriage Story” e “The King“. Ma, a fare la gioia dei cinefili più puri, saranno gli immancabili “autori da festival”; tra i quali, citiamo Roman Polanski, Olivier Assayas e Roy Andersson. Come da tradizione, infine, il glamour rimarrà la ciliegina sulla torta – soprattutto, per coloro che sperano in un autografo o, addirittura, un selfie, da portare a casa – e, di conseguenza, assisteremo alla consueta parata di star, tanto luminose da far brillare il red carpet: da Brad Pitt a Meryl Streep, da Johnny Depp a Scarlett Johansson; passando per Joaquin Phoenix, Penélope Cruz e altri ancora… 

Se siete in partenza per la laguna o volete, semplicemente, saperne di più sulle pellicole che potrebbero ottenere particolare attenzione da parte di pubblico e critica; sfogliate, con attenzione la nostra guida per immagini a Venezia 76., scorrendo la nostra, personalissima, classifica dei 20 film più attesi.

 

#20. PSYCHOSIA

Marie Grahtø Sørensen

SEZIONE: Settimana Internazionale della Critica – Concorso   

PROIEZIONE UFFICIALE: Mercoledì 4 Settembre, ore 14:00 – Sala Perla  

SINOSSI: Viktoria (Lisa Carlehed) è una singolare ricercatrice nel campo del suicidio, estremamente autodisciplinata, che viene invitata in un reparto psichiatrico per curare Jenny (Victoria Carmen Sonne), una paziente con tendenze suicide. Nel corso di intime conversazioni notturne si crea tra loro un forte legame. Per la prima volta nella sua vita, Viktoria si apre e entra in stretto contatto con un’altra persona. Ma più le due donne si avvicinano, più diventa chiaro che non tutto è come sembra.

COMMENTO DI CINEMADIPINTO: L’attrice danese Trine Dyrholm – premiata con l’Orso d’Argento, per il suo ruolo ne “La Comune” (2016) – torna a Venezia – a due anni di distanza dal biopic “Nico, 1988” (2017) – con l’opera prima di  Marie Grahtø Sørensen. Un dramma psicologico – co-prodotto tra Danimarca e Finlandia – nel quale figurano anche la svedese Lisa Carlehed e la giovane Victoria Carmen Sonne.

DISTRIBUZIONE ITALIANA: Nessuna (attualmente) 

 

#19. SEBERG

Benedict Andrews

SEZIONE: Selezione Ufficiale – Fuori Concorso    

PROIEZIONE UFFICIALE: Venerdì 30 Agosto, ore 22:00 – Sala Grande  

SINOSSI: Ispirato a fatti realmente accaduti, il film narra la storia di Jean Seberg (Kristen Stewart), protagonista di “Fino all’Ultimo Respiro” (1960) e beniamina della Nouvelle Vague francese, che sul finire degli Anni Sessanta finì nel mirino del programma di sorveglianza illegale dell’FBI, COINTELPRO. Il coinvolgimento politico e sentimentale dell’attrice con l’attivista per i diritti civili Hakim Jamal (Anthony Mackie) la rese un obiettivo dei tentativi spietati del Bureau di arrestare, screditare e denunciare il movimento del Black Power. Un giovane e ambizioso agente federale, Jack Solomon (Jack O’Connell), viene incaricato di sorvegliare l’attrice; i destini dei due si troveranno a essere pericolosamente intrecciati.

COMMENTO DEL REGISTA: “Ho scoperto Jean Seberg al liceo quando il mio professore di francese proiettò “Fino all’Ultimo Respiro” (1960) per la classe. Fui letteralmente stregato e da allora non ho più potuto dimenticare la sua incredibile recitazione. Seberg ridefinì i parametri della presenza e della verità scenica. Mi affascinano le contraddizioni di Jean, il suo incarnare allo stesso tempo fiera indipendenza e apertura emotiva, tristezza e ingenuità, idealismo e gioia di vivere. Sotto lo sguardo spietato dell’FBI, la trama della vita di Jean si sgretola. Come il personaggio di Giovanna d’Arco interpretato per Otto Preminger, Jean attraversa il fuoco. Sopravvissuta all’esaurimento nervoso e alla perdita, trasforma l’instabilità in grazia duramente conquistata.

COMMENTO DI CINEMADIPINTO: Per la prima volta alla Mostra, il regista australiano Benedict Andrews debutta – Fuori Concorso – con il suo secondo lungometraggio: un film a metà tra biografia e spy-movie, incentrato su una delle figure più affascinanti della cinematografia francese del XX secolo, Jean Seberg. Scritta da Joe Shrapnel e Anne Waterhouse – co-autori del recente “La Conseguenza” (2019) – la pellicola ha come protagonista la lanciatissima Kristen Stewart; in quella che potrebbe essere, potenzialmente, una delle performance più importanti della sua carriera. 

DISTRIBUZIONE ITALIANA: UPHE Content Group 

 

#18. BABYTEETH

Shannon Murphy

SEZIONE: Selezione Ufficiale – Concorso   

PROIEZIONE UFFICIALE: Mercoledì 4 Settembre, ore 17:00 – Sala Grande  

SINOSSI: Quando Milla Finlay (Eliza Scanlen), adolescente gravemente malata, si innamora del piccolo spacciatore Moses, si avvera il peggior incubo dei suoi genitori. Ma poiché il primo incontro di Milla con l’amore fa nascere in lei una nuova gioia di vivere, le cose si fanno confuse e la morale tradizionale va a farsi friggere. Milla mostra a tutti coloro che gravitano nella sua orbita – i suoi genitori, Moses (Toby Wallace), un sensibile insegnante di musica, un piccolo violinista in erba e una vicina incinta dotata di un’onestà disarmante – come vivere quando non si ha niente da perdere. Quello che avrebbe potuto essere un disastro per la famiglia Finlay, la spinge invece a lasciarsi andare e a trovare la grazia nel meraviglioso caos della vita. “Babyteeth racconta gioiosamente quanto sia bello non essere morti e quanto lontano si possa andare per amore.

COMMENTO DEL REGISTA: “Desideravo trovare un linguaggio cinematografico in grado di rispecchiare il particolare tono di irriverenza e sentimentalismo del brillante copione di Rita Kalnejais. Sono stata ispirata dalla sfida di armonizzare questa dualità di umorismo e dolore in ogni fotogramma del film. Non ci potevano essere mezze misure nel mio approccio per rappresentare in modo autentico la protagonista, che a quindici anni si trova sul punto di sentirsi più viva che mai, ma allo stesso tempo deve fare bruscamente i conti con la sua mortalità. Il linguaggio del film presenta dei momenti di rottura resi stilisticamente attraverso testi, musica e l’abbattimento della quarta parete: questo ci consente di muoverci al passo veloce di Milla. L’adolescente si innamora di Moses: lo vede come vede un’opportunità per spingersi oltre i limiti in modo estremo. Mano a mano che ci addentriamo nelle vite dei genitori della ragazza, scopriamo le disfunzioni e le complicate tensioni che li caratterizzano mentre affrontano il loro incubo peggiore. Entrambi vengono così spogliati fino a mettere in luce la loro natura più cruda. Spero che gli spettatori abbiano un’esperienza viscerale, profonda, nel guardare “Babyteeth“, che li spinga a desiderare e celebrare le loro relazioni.

COMMENTO DI CINEMADIPINTO: Una delle sole due cineaste presenti in Concorso, quest’anno, è la debuttante Shannon Murphy – che aveva, già, firmato degli episodi di alcune serie tv e diversi cortometraggi. Il suo esordio dietro la macchina da presa, in un lungo, è un dramedy che affronta, con brio, temi come l’adolescenza, la malattia e il primo innamoramento. Vedendo il trailer, si possono scorgere echi e sfumature della commedia generazionale di Greta Gerwig, “Lady Bird” (2017). Non a caso, la promettente protagonista Eliza Scanlen – apprezzata nella miniserie “Sharp Objects” (2018) – sarà, presto, al fianco di Saoirse Ronan, nella nuova versione di “Piccole Donne” – realizzata sempre dalla Gerwig. “Piccole Star” crescono.

DISTRIBUZIONE ITALIANA: Nessuna (attualmente)

 

#17. BOMBAY ROSE

Gitanjali Rao

SEZIONE: Settimana Internazionale della Critica – Evento Speciale (Film d’Apertura)    

PROIEZIONE UFFICIALE: Giovedì 29 Agosto, ore 14:00 – Sala Perla  

SINOSSI: Nella grande città si lotta per la sopravvivenza e una rosa rossa unisce tre storie di amori impossibili. L’amore fra una ragazza irraggiungibile e un ragazzo. L’amore fra due donne. L’amore di un’intera città per le sue star di Bollywood.

COMMENTO DI CINEMADIPINTO: Il Film d’Apertura della 34. Settimana Internazionale della Critica è un prodotto d’animazione indiano – pieno d’immagini e colori abbaglianti – e il primo film di Gitanjali Rao: autrice, attrice e produttrice, affermatasi grazie al cortometraggio animato “Printed Rainbow” (2006) – premiato alla Semaine de la Critique del Festival di Cannes.

DISTRIBUZIONE ITALIANA: Nessuna (attualmente) 

 

#16. MARTIN EDEN

Pietro Marcello

SEZIONE: Selezione Ufficiale – Concorso     

PROIEZIONE UFFICIALE: Lunedì 2 Settembre, ore 19:45 – Sala Grande  

SINOSSI: Dopo aver salvato da un pestaggio Arturo (Giustiniano Alpi), giovane rampollo della borghesia industriale, il marinaio Martin Eden (Luca Marinelli) viene ricevuto nella casa della famiglia del ragazzo. Qui conosce Elena (Jessica Cressy), la bella sorella di Arturo, di cui si innamora al primo sguardo. La giovane donna, colta e raffinata, diventa non solo un’ossessione amorosa ma il simbolo dello status sociale cui Martin aspira a elevarsi. A costo di enormi fatiche e affrontando gli ostacoli della propria umile origine, Martin insegue il sogno di diventare scrittore e – influenzato dal vecchio intellettuale Russ Brissenden (Carlo Cecchi) – si avvicina ai circoli socialisti, entrando per questo in conflitto con Elena e il suo mondo borghese.

COMMENTO DEL REGISTA: “”Martin Eden” racconta la nostra storia, la storia di chi si è formato non nella famiglia o nella scuola, ma attraverso la cultura incontrata lungo la strada. È il romanzo degli autodidatti, di chi ha creduto nella cultura come strumento di emancipazione e ne è stato, in parte, deluso. Un libro di grande attualità politica, che rivela la capacità di Jack London di vedere le fosche tinte del futuro, le perversioni e i tormenti del XX secolo. Abbiamo immaginato il nostro Martin attraversare il Novecento, o meglio una ‘crasi’, una trasposizione trasognata del secolo, libera da coordinate temporali, ambientata non più nella California del romanzo ma in una Napoli che potrebbe essere una qualsiasi città portuale (non solo) d’Italia.

COMMENTO DI CINEMADIPINTO: Il secondo lungometraggio di fiction del documentarista Pietro Marcello è il terzo, arduo e ambizioso adattamento, per il grande schermo, del famoso omonimo romanzo dello scrittore statunitense Jack London. Girata in 16mm e firmata, a quattro mani, dallo stesso Marcello e dal co-sceneggiatore di “Gomorra” (2008), Maurizio Braucci,  la pellicola sposta lo scenario della storia dalla California a Napoli e vanta, come interprete principale, uno dei più acclamati talenti della recitazione italiana, Luca Marinelli.

DISTRIBUZIONE ITALIANA: 01 Distribution 

 

#15. SATURDAY FICTION

Lou Ye

SEZIONE: Selezione Ufficiale – Concorso   

PROIEZIONE UFFICIALE: Mercoledì 4 Settembre, ore 19:30 – Sala Grande  

SINOSSI: 1941: sin dall’occupazione giapponese, la Cina è terreno di una guerra di intelligence tra gli Alleati e le potenze dell’Asse. La celebre attrice Jean Yu (Gong Li) ritorna a Shanghai, apparentemente per recitare in “Saturday Fiction, diretta dal suo ex amante. Ma qual è il suo vero scopo? Liberare l’ex marito? Carpire informazioni segrete per le forze alleate? Lavorare per il padre adottivo? O fuggire dalla guerra con il suo amato? Nel momento in cui intraprende la sua missione e diventa sempre più difficile distinguere gli amici dagli agenti sotto copertura, mentre tutto sembra sfuggire al controllo, Jean Yu inizia a chiedersi se rivelare ciò che ha scoperto sull’imminente attacco di Pearl Harbor.

COMMENTO DEL REGISTA: “Quando ero bambino, seguivo i miei genitori che lavoravano dietro le quinte del Teatro Lyceum di Shanghai. Lì ho trascorso molti momenti interessanti; mi mescolavo agli attori in costume e li osservavo recitare nei ruoli più disparati, mettere in scena l’amore e l’odio, le separazioni, la vita e la morte. Poi li vedevo uscire di scena e chiacchierare nei camerini. Li seguivo anche in quei momenti, quando lasciavano il teatro per ritornare alla vita reale, monotona e scialba. Fu un’esperienza fantastica vivere il passaggio continuo tra finzione e realtà. Molti anni più tardi, la lettura di “La Donna Vestita di Rugiada” di Hong Ying (un romanzo sul periodo di ‘isola solitaria’ di Shanghai) suscitò in me le stesse sensazioni. La prima settimana del dicembre 1941 cambiò la storia del mondo, sebbene le persone allora non lo sapessero. Inconsapevoli del loro futuro, vivevano la propria vita come sempre, calate nella routine quotidiana e inseguendo i propri obiettivi. Durante quel periodo, dentro e fuori dal teatro, sul palcoscenico e lontano dal palcoscenico, le persone si stavano lentamente avvicinando all’ignoto ‘sabato’ che avrebbe segnato il loro destino. Questo film parla del destino di diverse persone negli anni di una complessa crisi mondiale. È anche un dialogo con la cosiddetta Scuola del ‘sabato’, un’importante corrente nella storia della letteratura contemporanea cinese.

COMMENTO DI CINEMADIPINTO: Lou Ye – autore orientale poco noto in Italia, ma passato per i tre festival internazionali più importanti al mondo – gareggia, per la prima volta, per il Leone d’Oro, con un dramma che esplora il mondo del teatro; concentrandosi su un momento cruciale della storia cinese. Gong Li – musa di Zhang Yimou e vincitrice della Coppa Volpi, con “La Storia Qiu Ju” (1992) – ne è il personaggio principale.

DISTRIBUZIONE ITALIANA: Nessuna (attualmente) 

 

#14. IL SINDACO DEL RIONE SANITA’

Mario Martone

SEZIONE: Selezione Ufficiale – Concorso   

PROIEZIONE UFFICIALE: Venerdì 30 Agosto, ore 16:45 – Sala Grande  

SINOSSI: Antonio Barracano (Francesco Di Leva), uomo d’onore che sa distinguere tra gente per bene e gente carogna, è ‘Il Sindaco’ del Rione Sanità. Con la sua carismatica influenza e l’aiuto dell’amico medico amministra la giustizia secondo suoi personali criteri, al di fuori dello Stato e al di sopra delle parti. Chi ‘tiene santi’ va in Paradiso e chi non ne ha va da Don Antonio, questa è la regola. Quando gli si presenta disperato Rafiluccio Santaniello (Salvatore Presutto), il figlio del fornaio, deciso a uccidere il padre, Don Antonio riconosce nel giovane lo stesso sentimento di vendetta che da ragazzo lo aveva ossessionato e poi cambiato per sempre. Il Sindaco decide di intervenire per riconciliare padre e figlio e salvarli entrambi. “Il Sindaco del Rione Sanità di Eduardo De Filippo diventa un film di forte attualità, capace di raccontare l’eterna lotta tra bene e male.

COMMENTO DEL REGISTA: “Il Sindaco di Eduardo De Filippo, Antonio Barracano, è un uomo di settantacinque anni, il mio ne ha la metà. Un così deciso spostamento d’età del protagonista consente in questo film di mettere il grande testo di Eduardo alla prova della contemporaneità (oggi i boss sono giovanissimi) e di leggerlo come nuovo. Non aspettatevi le illusioni del vecchio Barracano nato nell’Ottocento, che ancora consentivano di tracciare dei confini morali: qui affiora un’umanità feroce, ambigua e dolente, nella quale il bene e il male si confrontano in ogni personaggio e le due città di cui sempre si parla a Napoli (la legalitaria e la criminale) si scontrano in una partita sorprendente.

COMMENTO DI CINEMADIPINTO: Era stato presente al Lido lo scorso anno, in Concorso – con “Capri-Revolution” (2018) – e ora, solo 12 mesi dopo, lo ritroviamo, nuovamente, in competizione. Stiamo parlando di Mario Martone, che – per il suo sesto passaggio in gara – presenta la versione cinematografica del suo stesso spettacolo teatrale; tratta, a sua volta, dalla commedia, in tre atti, ideata e interpretata da Eduardo De Filippo. Questa trasposizione – ambientata in epoca contemporanea, a Napoli – ha un testo firmato da Martone – e dell’abituale collaboratrice Ippolita Di Majo – e vede, come interpreti principali, Massimiliano Gallo e l’emergente Francesco Di Leva.

DISTRIBUZIONE ITALIANA: Nexo Digital

 

#13. WASP NETWORK

Olivier Assayas

SEZIONE: Selezione Ufficiale – Concorso   

PROIEZIONE UFFICIALE: Domenica 1° Settembre, ore 21:45 – Sala Grande  

SINOSSI: L’Avana, dicembre 1990. René González (Edgar Ramírez), pilota di linea cubano, ruba un aereo e fugge dal Paese, lasciando moglie e figlia. Comincia una nuova vita a Miami, presto raggiunto da altri dissidenti cubani, tutti impegnati nella destabilizzazione del regime di Castro. Basato su una storia vera.

COMMENTO DEL REGISTA: “La politica, come Shakespeare scrisse a proposito della vita, è un racconto narrato da uno stolto, pieno di rumore e furore, che non significa nulla. Ma è di questa passione che gli uomini vivono. E muoiono. I conflitti della Guerra Fredda hanno definito la mia generazione e delineato i contorni del presente. Le ceneri sono ancora accese e ci si può facilmente bruciare. Tuttavia, mi pare che oggi la distanza storica permetta di discuterne. Non certo con distacco, ma con la libertà e il rigore di un’analisi magnanima, seppur prudente. Senza farsi ingannare dalle maschere dell’ideologia. Mi interessa la storia moderna vista attraverso la lente della sua umanità, per come rivela nei suoi attori l’intima verità che definisce le azioni, la fede e gli errori. C’è un motivo per cui facciamo ciò che facciamo? Chi può essere giudice? Trascinati dalla ruota della storia, preda di demoni e illusioni, ma anche vittime di entrambi, gli attori nel dramma della politica sono nostri fratelli, così come noi siamo loro complici.

COMMENTO DI CINEMADIPINTO: Anche Olivier Assayas era in gara, la scorsa edizione; nella quale – con il suo arguto e riuscitissimo “Il Gioco delle Coppie” (2018) – avrebbe, di certo, meritato il premio per la Miglior Sceneggiatura. Questa volta – per la sua terza partecipazione al Concorso – lo ritroviamo con una pellicola completamente diversa, per plot, genere, ambientazione e lingua; ovvero, un thriller, con un tris di star ispaniche: Penélope Cruz, Edgar Ramirez e Gael García Bernal. Riuscirà ad entrare nel palmares?

DIST RIBUZIONE ITALIANA: BIM Distribuzione

 

#12. MARRIAGE STORY

Noah Baumbach

SEZIONE: Selezione Ufficiale – Concorso   

PROIEZIONE UFFICIALE: Giovedì 29 Agosto, ore 19:30 – Sala Grande  

SINOSSI: “Marriage Story è il ritratto incisivo e compassionevole di un matrimonio che va in pezzi e di una famiglia che resta unita.

COMMENTO DEL REGISTA: “I film sono stati per me una cura in alcuni dei momenti più bui della mia vita e mi hanno aiutato a capire ciò che credevo andasse oltre la mia comprensione. Sedendomi in una sala cinematografica, lasciavo che il meccanismo dell’empatia insito nel cinema agisse su di me. Il divorzio è la storia che accomuna moltissimi matrimoni, ed è fonte di vergogna e isolamento. Il sistema giuridico che regolamenta il divorzio è inevitabilmente concepito per dividere. Divide le persone, la famiglia, la proprietà e il tempo. Isola ogni singolo individuo all’interno della propria storia e offusca il punto di vista dell’altra persona. Io volevo offrire una nuova prospettiva, fare una proposta più generosa. Volevo trovare la storia d’amore all’interno del crollo. La speranza nelle aule di tribunale, in mezzo ai documenti e alle regole. I film sono un antidoto al divorzio. Un mondo non di separazione ma di amore.

COMMENTO DI CINEMADIPINTO: Noah Baumbachcandidato a 1 Oscar, per la sceneggiatura de “Il Calamaro e la Balena” (2005) – è sempre stato un pò sottovalutato in termini di riconoscimenti. Questo divorce dramedy – co-finanziato dal produttore di “Gravity” (2013), David Heyman – lo inizia alla competizione lagunare e potrebbe essere, davvero, la sua grande occasione. Così come, allo stesso tempo, potrebbe glorificare la carriera – già, ricca di successo – di Scarlett Johansson – anche lei,  sottostimata e mai candidata agli Academy Award, finora – ed elevare, ulteriormente, pure il percorso lavorativo di Adam Driver – giunto alla quarta collaborazione con Baumbach.

DISTRIBUZIONE ITALIANA: Netflix

 

#11. THE TRUTH

Hirokazu Kore-Eda

SEZIONE: Selezione Ufficiale – Concorso (Film d’Apertura)    

PROIEZIONE UFFICIALE: Mercoledì 28 Agosto, ore 19:00 – Sala Grande  

SINOSSI: Fabienne (Catherine Deneuve) è una stella del cinema francese, circondata da uomini che la adorano e la ammirano. Quando pubblica le sue memorie, la figlia Lumir (Juliette Binoche) torna a Parigi da New York con il marito e la sua bambina. L’incontro tra madre e figlia si trasformerà ben presto in un confronto: le verità verranno a galla, i conti saranno sistemati, e gli amori e i risentimenti confessati.

COMMENTO DEL REGISTA: “Se ho voluto affrontare la sfida di girare il primo film all’estero – in una lingua che non è mia e con un cast tutto francese – è perché ho avuto il privilegio di incontrare attori e collaboratori che volevano fare un film con me. “The Truth” è il risultato di questo atto di fiducia. Cos’è che rende tale una famiglia? La verità o le bugie? E cosa scegliereste, tra una verità crudele e una bugia a fin di bene? Queste sono le domande che non ho mai smesso di pormi durante la realizzazione del film. Spero che gli spettatori coglieranno l’opportunità per trovare le loro risposte.

COMMENTO DI CINEMADIPINTO: Il nuovo film di Hirokazu Kore-EdaPalma d’Oro al Festival di Cannes, lo scorso anno, con “Un Affare di Famiglia” (2018) – è il primo titolo non hollywoodiano ad inaugurare la Mostra, dal 2009. L’autore giapponese torna, ancora una volta, a scandagliare le dinamiche familiari a lui tanto care; scegliendo, però, di trasferirsi in Francia e optando per un cast d’interpreti ben più conosciuti dei suoi precedenti attori: le dive francesi Catherine Deneuve e Juliette Binoche, in mezzo al candidato a 4 Oscar, Ethan Hawke

DISTRIBUZIONE ITALIANA: BIM Distribuzione

 

#10. WAITING FOR THE BARBARIANS

Ciro Guerra

SEZIONE: Selezione Ufficiale – Concorso   

PROIEZIONE UFFICIALE: Venerdì 6 Settembre, ore 19:30 – Sala Grande  

SINOSSI: Un magistrato, amministratore di un isolato avamposto di frontiera al confine di un impero senza nome, aspetta con impazienza la tranquillità della pensione, fino all’arrivo del colonnello Joll (Johnny Depp). Incaricato di riferire sulle attività dei barbari e sulla sicurezza al confine, Joll conduce una serie di spietati interrogatori. Il trattamento dei barbari per mano del colonnello e la tortura di una giovane donna barbara spingono il magistrato a una crisi di coscienza che lo porterà a compiere un atto di ribellione donchisciottesco.

COMMENTO DEL REGISTA: “Quando abbiamo incominciato a lavorare all’adattamento del romanzo di J. M. Coetzee, pensavo che la vicenda fosse ambientata in un mondo e in un’epoca lontani. Tuttavia, mentre le riprese del film procedevano, la distanza nel tempo e nello spazio si è ridotta sempre più. Ora che abbiamo concluso, la trama si è trasformata in una storia sulla contemporaneità.

COMMENTO DI CINEMADIPINTO: Il cinema latino-americano si sta rivelando sempre più interessante; partorendo, stagione dopo stagione, diversi promettenti autori, dal grande potenziale. Uno di loro è Ciro Guerra, che – dopo aver raccolto trofei al Festival di Cannes ed essersi imposto con due opere molto apprezzate, quali “El Abrazo de la Serpiente” (2015) e “Oro Verde – C’era una Volta in Colombia” (2018), per la co-regia di Cristina Gallego – esordisce alla Mostra – direttamente, in gara – con il suo debutto in lingua inglese: una co-produzione italo-statunitense, che rimette in gioco Johnny Depp, al fianco di Robert Pattinson e del Premio Oscar Mark Rylance.

DISTRIBUZIONE ITALIANA: Nessuna (attualmente) 

 

#9. AN OFFICER AND A SPY

Roman Polanski

SEZIONE: Selezione Ufficiale – Concorso     

PROIEZIONE UFFICIALE: Venerdì 30 Agosto, ore 19:15 – Sala Grande  

SINOSSI: Il 5 gennaio 1895 il capitano Alfred Dreyfus (Louis Garrel), giovane e promettente ufficiale dell’esercito francese accusato di essere un informatore dei tedeschi, viene degradato e condannato alla deportazione a vita nell’Isola del Diavolo nell’Oceano Atlantico, al largo delle coste della Guyana francese. Tra i testimoni della sua umiliazione c’è Georges Picquart (Jean Dujardin), promosso a capo dell’unità di controspionaggio che lo ha accusato. Quando però Picquart scopre che le informazioni riservate continuano a essere passate ai tedeschi, viene attirato in un pericoloso labirinto di inganni e corruzione, che minaccia non soltanto il suo onore, ma la sua stessa vita.

COMMENTO DEL REGISTA: “Il film è basato sull’affaire Dreyfus, argomento cui penso da molti anni. In questo scandalo di vaste proporzioni, forse il più clamoroso del XIX secolo, si intrecciano l’errore giudiziario, il fallimento della giustizia e l’antisemitismo. Il caso Dreyfus divise la Francia per dodici anni, causando una vera e propria sollevazione in tutto il mondo, e rimane ancora oggi un simbolo dell’iniquità di cui sono capaci le autorità politiche, nel nome degli interessi nazionali.

COMMENTO DI CINEMADIPINTO: Archiviato il mediocre e prevedibilissimo thriller “Quello che non so di lei” (2017), il Premio Oscar Roman Polanski segna il proprio secondo passaggio, in Concorso, a Venezia – dopo il Leoncino d’Oro, insignitogli per “Carnage” (2011) – con una pellicola, decisamente, più incoraggiante. Una storia vera – sulla quale è stato stato scritto il romanzo di Robert Harris, anche co-artefice dello script – che mette insieme un ensemble europeo di primo livello: il vincitore di 1 Oscar Jean Dujardin, il figlio d’arte Louis Garrel, Mathieu Amalric e l’attuale compagna del cineasta francese, Emmanuelle Seigner.

DISTRIBUZIONE ITALIANA: 01 Distribution 

 

#8. THE KING

David Michôd

SEZIONE: Selezione Ufficiale –  Fuori Concorso   

PROIEZIONE UFFICIALE: Lunedì 2 Settembre, ore 22:30 – Sala Grande  

SINOSSI: Principe ribelle e riluttante erede al trono d’Inghilterra, Hal (Timothée Chalamet) ha voltato le spalle alla vita di corte e vive tra il popolo. Ma quando il tirannico padre muore, Hal è incoronato re con il nome di Enrico V e si trova costretto ad abbracciare la vita alla quale aveva cercato di sfuggire fino ad allora. Il giovane re si trova ora a destreggiarsi tra la politica di palazzo, il caos, le guerre che il padre si è lasciato alle spalle, e le vicende emotive della sua vita passata, incluso il rapporto con l’intimo amico e mentore, l’anziano cavaliere alcolista John Falstaff (Joel Edgerton).

COMMENTO DEL REGISTA: “Prima che io e Joel Edgerton decidessimo di ripercorrere la storia di Enrico V, non avevo mai pensato che un giorno mi sarei ritrovato a girare un film ambientato nel Medioevo. Non mi sono mai sentito molto vicino a spade e cavalli. Ma più ne parlavamo e approfondivo le ricerche, più mi entusiasmavo all’idea di ritrarre il Medioevo – con le sue ombre, la sua brutalità, la precarietà tra la vita e la morte, il suo misticismo – in modo crudo e umano allo stesso tempo. Volevo realizzare il tipo di film medievale che avevo in mente, ossia privo della retorica nazionalista normalmente associata alla storia di Enrico V. Un film che potesse fare luce su come la guerra può emergere dalle paludi del potere e della paranoia, dell’avidità e dell’arroganza, della paura e della famiglia.”

COMMENTO DI CINEMADIPINTO: Rileggere la storia non è, mai, compito facile; specialmente, quando essa diviene, addirittura, fonte d’ispirazione per celebri tragedie shakespeariane. Gli australiani David Michôd e Joel Edgerton provano a tentare l’impresa e portano sul grande schermo la loro visione di un’Inghilterra a cavallo tra 1300 e 1400 e un’ulteriore fotografia dei poemi del Bardo, “Enrico IV – Parte I & II” ed “Enrico V“. Oltre ad essere un rimarchevole attore, Edgerton ha pure scritto, diretto e interpretato due notevoli lungometraggi. E, anche in questo caso, lo troviamo in veste di co-sceneggiatore e interprete, al fianco della rivelazione maschile hollywoodiana, di queste recenti annate, Timothée Chalamet. Le premesse ci sono, dunque, tutte.

DISTRIBUZIONE ITALIANA: Netflix

 

#7. JOKER

Todd Phillips

SEZIONE: Selezione Ufficiale – Concorso   

PROIEZIONE UFFICIALE: Sabato 31 Agosto, ore 19:15 – Sala Grande  

SINOSSI: “Joker è un film sul nemico per eccellenza ed è un racconto originale e autonomo, mai visto sul grande schermo. L’analisi sviluppata da Todd Phillips del personaggio di Arthur Fleck, interpretato in maniera indimenticabile da Joaquin Phoenix, ci restituisce un uomo che cerca di trovare il suo posto nella società in frantumi di Gotham City. Clown di giorno, la notte aspira a essere comico di cabaret, ma si accorge di essere uno zimbello. Prigioniero di un’esistenza ciclica, tra apatia e crudeltà, Arthur prende una decisione sbagliata che innesca una reazione a catena di eventi, in questo crudo studio di personalità.

COMMENTO DEL REGISTA: “Mi ha sempre attratto la complessità di Joker e ho pensato che sarebbe stato interessante esplorarne le origini visto che nessuno lo aveva ancora fatto. Parte del suo mistero stava proprio nel non avere un’origine definita, quindi Silver Scott e io ci siamo seduti a scrivere una versione di come poteva essere prima che tutti lo conoscessimo. Abbiamo conservato certi elementi canonici e abbiamo ambientato la storia in una fatiscente Gotham City a cavallo tra gli Anni Settanta e Ottanta, epoca a cui risalgono alcuni grandi studi di personalità del cinema che amo. L’abbiamo scritta pensando a Joaquin Phoenix perché quando recita è capace di trasformarsi e va sempre fino in fondo. Speriamo di aver creato un personaggio per il quale emozionarsi, per cui parteggiare, fino al punto in cui non sarà più possibile.

COMMENTO DI CINEMADIPINTO: Dopo le 7 candidature agli Oscar a “Black Panther” (2018) – e a fronte di 3 statuette vinte – i comic movie – o, più, comunemente, i film di supereroi – stanno raggiungendo una considerazione sempre maggiore a Hollywood; venendo presi, così, sul serio, da ottenere la stima di un prestigioso festival competitivo come quello di Venezia. E’ questo il caso di “Joker“; che, non solo sarà proiettato alla Mostra, ma gareggerà, persino per il Leone d’Oro. Co-prodotta da Bradley Cooper, diretta dal regista – nominato a 1 Oscar – della trilogia di “Una Notte da Leoni” (2009-2013), Todd Phillips, e scritta insieme a uno degli sceneggiatori di “The Fighter” (2010), Scott Silver, la pellicola prova a raccontare le origini e i primi passi di uno dei villain più iconici del genere; portando lo stesso in una dimensione molto più realistica di quanto sia mai stato fatto in precedenza. A dare volto a una tale indelebile maschera, ci pensa il poliedrico Joaquin Phoenix; il quale, già dal trailer, riesce a far accapponare la pelle e sembra essere, fin da ora, papabile, per una nomination agli Academy Awards 2020.

DISTRIBUZIONE ITALIANA: Warner Bros. Pictures

 

#6. THE LAUNDROMAT

Steven Soderbergh

SEZIONE: Selezione Ufficiale – Concorso   

PROIEZIONE UFFICIALE: Domenica 1° Settembre, ore 19:30 – Sala Grande  

SINOSSI: Quando la sua vacanza idilliaca prende una piega inattesa, Ellen Martin (Meryl Streep) comincia a fare ricerche su una polizza assicurativa falsa, per ritrovarsi in un giro infinito di loschi traffici, riferibili a uno studio legale di Panama specializzato nell’aiutare i cittadini più ricchi del mondo ad accumulare fortune ancora più grandi. Gli affascinanti – ed elegantissimi – soci fondatori Jürgen Mossack (Gary Oldman) e Ramón Fonseca (Antonio Banderas) sono esperti nel trovare soluzioni seducenti, attraverso società fittizie e conti offshore, per aiutare i ricchi e potenti a prosperare. Ci mostreranno che il problema di Ellen è solo la punta dell’iceberg dell’evasione fiscale, delle tangenti e di altre assurdità con le quali i super ricchi sostengono il sistema finanziario corrotto del mondo. Il film – un adattamento di “Secrecy World: Inside the Panama Papers Investigation of Illicit Money Networks and the Global Elite del reporter investigativo e vincitore del premio Pulitzer Jake Bernstein – sfreccia attraverso un caleidoscopio di comiche deviazioni in Cina, Messico, Africa (via Los Angeles) e Caraibi, fino all’incidente dei Panama Papers del 2016, occasione in cui i giornalisti fecero trapelare i documenti segreti criptati dei clienti di alto profilo di Mossack Fonseca.

COMMENTO DI CINEMADIPINTO: Steven SoderberghPremio Oscar per la Miglior Regia, con “Traffic” (2000) – viene battezzato al Concorso del festival lagunare – a otto anni di distanza dalla partecipazione fuori competizione, con “Contagion” (2011). La sua nuova pellicola – che racconta il famoso scandalo dei Panama Papers – sembra rientrare nei generi da lui prediletti e, non a caso, a scriverla è stato lo sceneggiatore di tre dei suoi lungometraggi precedenti, Scott Z. Burns. Ma il vero cavallo di battaglia è rappresentato dai tre interpreti principali di grido: Il Premio Oscar Gary Oldman, il nominato a 4 Golden Globes Antonio Banderas – alla sua seconda partnership con il regista e produttore statunitense – e, dulcis in fundo, la vincitrice di 3 Oscar Meryl Streep – la quale sta, attualmente, ultimando le riprese di un dramedy dello stesso Sodebergh, previsto per il 2020 e dal titolo “Let Them All Talk“.

DISTRIBUZIONE ITALIANA: Netflix

 

#5. THE PAINTED BIRD

Václav Marhoul

SEZIONE: Selezione Ufficiale – Concorso   

PROIEZIONE UFFICIALE: Martedì 3 Settembre, ore 16:45 – Sala Grande  

SINOSSI: Tratto dal famoso romanzo di Jerzy Kosinski, “The Painted Bird è una pellicola 35mm girata in bianco e nero, una meticolosa evocazione della selvaggia, primitiva Europa dell’Est alla fine della sanguinosa Seconda Guerra Mondiale. Il film ripercorre il viaggio del Ragazzo (Petr Kotlar), affidato dai genitori perseguitati a un’anziana madre adottiva. Presto, però, l’anziana donna viene a mancare e il Ragazzo rimane solo a vagare per le campagne e a spostarsi tra villaggi e fattorie. Nella sua lotta per la sopravvivenza, il Ragazzo è esposto all’atroce brutalità messa in atto dai superstiziosi contadini locali e assiste alla violenza inaudita dei soldati russi e tedeschi, efficienti e spietati. Al termine della guerra, il Ragazzo è cambiato, per sempre.

COMMENTO DEL REGISTA: “”The Painted Bird” non è un film di guerra e nemmeno un film sull’Olocausto. A mio vedere, è una storia senza tempo. La lotta tra le tenebre e la luce, tra il bene e il male e tra molti altri opposti. Questa storia ci obbliga a farci numerose domande scomode e a trovare da soli risposte spesso molto dolorose. Instilla dubbi profondi sullo scopo e sul destino della specie Homo sapiens, dubbi tanto dolorosi da farci aggrappare a qualsiasi spiraglio positivo. Solo nelle tenebre possiamo vedere la luce. Almeno questa è la mia lettura di “The Painted Bird“. Per me la speranza risplende attraverso tutti gli orrori possibili. Per ogni artista, trattare questi temi è una sfida: quasi una questione di vita o di morte.

COMMENTO DI CINEMADIPINTO: The Painted Bird” – il cui titolo ha un riferimento particolare, all’interno della storia – è la trasposizione dell’omonimo romanzo, del 1965, di Jerzy Kosinski; considerato, un tempo, uno dei testi letterari di riferimento sull’Olocausto e ispirato alle vicende personali vissute dallo scrittore polacco. Firmato dal semi-sconosciuto cineasta cecoslovacco Václav Marhoul – giunto al terzo lungometraggio – il film è un’odissea di 169 minuti, con una fotografia in bianco e nero pressoché pittorica; che mette, simbolicamente, i risalto i contrasti tematici che lui intende esaltare. A parte il piccolo esordiente protagonista Petr Kotlar, l’opera è impreziosita da comprimari piuttosto noti, quali il candidato a 1 Oscar Harvey Keitel, il nominato a 1 Golden Globe Barry Pepper, Stellan Skarsgård, Udo KierJulian Sands

DISTRIBUZIONE ITALIANA: Nessuna (attualmente) 

 

#4. NO. 7 CHERRY LANE

Yonfan

SEZIONE: Selezione Ufficiale – Concorso   

PROIEZIONE UFFICIALE: Lunedì 2 Settembre, ore 17:00 – Sala Grande  

SINOSSI: Negli Anni Sessanta, mentre si definisce uno stile di vita materialistico, a Hong Kong emergono anche correnti alternative. “No. 7 Cherry Lane” narra la storia di Ziming, uno studente dell’Università di Hong Kong combattuto tra i sentimenti che nutre per la signora Yu, una madre in autoesilio da Taiwan negli anni del Terrore Bianco, e la sua bellissima figlia Meiling. Ziming le porta a vedere diversi film e, attraverso i momenti magici catturati sul grande schermo, si fanno strada passioni proibite. L’arco temporale coincide con gli eventi turbolenti vissuti a Hong Kong nel 1967.

COMMENTO DEL REGISTA: “No. 7 Cherry Lane” parla soprattutto di me. Si tratta della storia di un amore disperato, farcito di ingredienti contraddittori: dentro e fuori, alti e bassi, vizio e virtù, guerra e pace, la bella e la bestia, est e ovest, eterodosso e classico, spirituale e fisico… il tutto mescolato a migliaia di immagini realizzate a mano che costellano l’intera pellicola. È il mio primo tentativo nell’ambito dell’animazione, perché è solo attraverso questa forma d’arte che posso trasmettere il mio sentimento di “desolazione nello splendore”. È la mia lettera d’amore dedicata a Hong Kong e al cinema. Una storia che parla di ieri, oggi e domani. E soprattutto, è un film che parla di liberazione.

COMMENTO DI CINEMADIPINTO: E’ abbastanza raro che un progetto animato partecipi al concorso di un festival. In questa edizione, al Lido, è la volta della pellicola dell’attore, regista e sceneggiatore cinese Yonfan – già, nominato per il Leone d’Oro, esattamente dieci anni fa, con il drammatico live-action “Lei Wangzi” (2009). La sua love story, che – come egli stesso ha affermato – è, al medesimo modo, una love letter al cinema e ad Hong Kong – paese d’origine del film – potrebbe stregare i giurati e riservare sorprese; sia, per la sua mirabile e dettagliata tecnica di disegno 2D – ben percepibile, sin dal trailer – e sia per la delicatezza e la poliedricità di aspetti,  realistici, che intende trattare.

DISTRIBUZIONE ITALIANA: Nessuna (attualmente) 

 

#3. EMA

Pablo Larraín

SEZIONE: Selezione Ufficiale – Concorso   

PROIEZIONE UFFICIALE: Sabato 31 Agosto, ore 16:45 – Sala Grande  

SINOSSI: Ema (Mariana Di Girolamo), giovane ballerina, decide di separarsi da Gastón (Gael García Bernal) dopo aver rinunciato a Polo, il figlio che avevano adottato ma che non sono stati in grado di crescere. Per le strade della città portuale di Valparaíso, la ragazza va alla ricerca disperata di storie d’amore che l’aiutino a superare il senso di colpa. Ma Ema ha anche un piano segreto per riprendersi tutto ciò che ha perduto.

COMMENTO DEL REGISTA: “Una meditazione sul corpo umano, sulla danza e sulla maternità.

COMMENTO DI CINEMADIPINTO: Pablo Larraín è, a fuor di dubbio, il miglior cineasta cileno contemporaneo. Tre edizioni fa, aveva regalato al pubblico del Lido l’indimenticabile (anti)biopic, in lingua inglese, “Jackie” (2016) – premiato per la Miglior Sceneggiatura, a Noah Oppenheim, e, purtroppo, snobbato agli Academy Awards 2017 – e, quest’anno, torna in gara con un dramma familiare, che lo riporta nella sua terra natia. Gael García Bernal – mirabile interprete di “Neruda” (2016), targato sempre Larraín – fa coppia con la giovane Mariana Di Girolamo; per un racconto scritto a quattro mani da Guillermo Calderón e Alejandro Moreno. Siamo certi che il regista che aveva debuttato alla Mostra con “Post Mortem” (2010), non ci lascerà delusi, nemmeno questa volta. 

DISTRIBUZIONE ITALIANA: Movies Inspired 

 

#2. ABOUT ENDLESSNESS

Roy Andersson

SEZIONE: Selezione Ufficiale – Concorso   

PROIEZIONE UFFICIALE: Martedì 3 Settembre, ore 20:15 – Sala Grande  

SINOSSI: Una riflessione sulla vita umana in tutta la sua bellezza e crudeltà, splendore e banalità. Trasportati in un sogno, siamo guidati dalla gentile voce narrante di una Sherazad. Momenti irrilevanti assumono lo stesso significato degli eventi storici: una coppia fluttua su una Colonia devastata dalla guerra; mentre accompagna la figlia a una festa di compleanno, un padre si ferma per allacciarle le scarpe sotto una pioggia battente; ragazze adolescenti ballano all’esterno di un caffè; un esercito sconfitto marcia verso un campo di prigionia. Ode e lamento al tempo stesso, “About Endlessness” è un caleidoscopio di tutto ciò che è eternamente umano, una storia infinita sulla vulnerabilità dell’esistenza.

COMMENTO DEL REGISTA: “La cornucopia è il mitico corno di una capra, ed è ricolma di simboli di ricchezza e abbondanza. Di solito è rappresentata traboccante di prodotti e di frutta di ogni genere: un’abbondanza generosa che, secondo il mito, non diminuisce mai, perché vera e propria rappresentazione dell’inesauribilità infinita. È stato il mito greco a ispirarmi a unire tutte queste scene, tutti questi temi in uno stesso film. Io voglio sottolineare la bellezza di essere vivi e umani, ma per dimostrarlo ci vuole un contrasto, bisogna rivelare anche il lato peggiore. Questo film è sull’infinità dei segni dell’esistenza.

COMMENTO DI CINEMADIPINTO: Roy Andersson vinse il Leone d’Oro, cinque anni fa, con il surreale poema esistenziale “Un Piccione Seduto su un Ramo Riflette sull’Esistenza” (2014) – acclamato dalla critica e premiato anche con l’European Film Award 2015 alla Miglior Commedia. Con “About Endlessness“, l’autore svedese continua, perpetuamente, la sua esplorazione della natura umana, con una breve pellicola – girata su set ricostruiti, in maniera meticolosa, negli studi – composta, ancora, da microstorie quotidiane, presentate come delle vignette artisticamente uniche e, costantemente, fuori dal tempo.

DISTRIBUZIONE ITALIANA: Nessuna (attualmente) 

 

#1. AD ASTRA

James Gray

SEZIONE: Selezione Ufficiale – Concorso   

PROIEZIONE UFFICIALE: Giovedì 29 Agosto, ore 22:00 – Sala Grande  

SINOSSI: Il cosmonauta Roy McBride (Brad Pitt) viaggia fino ai confini estremi del sistema solare per ritrovare il padre scomparso e svelare un mistero che minaccia la sopravvivenza del nostro pianeta. Il suo viaggio porterà alla luce segreti che mettono in dubbio la natura dell’esistenza umana e il nostro ruolo nell’universo.

COMMENTO DEL REGISTA: “Ho trovato una citazione di Arthur C. Clarke, co-autore di “2001: Odissea nello Spazio” (1968): “Esistono due possibilità: o siamo soli nell’universo, o non lo siamo. Entrambe sono terrificanti”. Allora ho pensato che non avevo mai visto un film su di noi, soli nell’universo. L’idea dei viaggi nello spazio è bella e terrificante al tempo stesso: io sono un grande sostenitore delle esplorazioni spaziali; che, però, a volte sono semplicemente un modo per fuggire. Questo mi ha trasportato in una dimensione intima: la storia di un padre e di un figlio. Spero che le persone capiscano che dobbiamo apprezzare le esplorazioni e amare la Terra. Bisogna preservare la Terra e i legami umani, a ogni costo.

COMMENTO DI CINEMADIPINTO: Il progetto più ambizioso, su larga scala e di alto budget del sottovalutato autore newyorchese James Gray: Uno dei titoli più attesi della stagione e il competitor più epico, hollywoodiano e magniloquente della 76. Mostra. Il secondo lungometraggio di Gray prodotto da Brad Pitt: Il primo che il Premio Oscar si trova ad interpretare. “2001: Odissea nello Spazio” (1968), di Stanley Kubrick: “Apocalypse Now” (1979), di Francis Ford Coppola. Attraverso le Asperità, Sino alle Stelle: Per Aspera, Ad Astra.

DISTRIBUZIONE ITALIANA: 20th Century Fox 

I biglietti per i film della la 76. Mostra del Cinema di Venezia sono acquistabili su Boxol e presso le biglietterie del festival, a partire dal giorno precedente a ogni specifica proiezione.

(Fonte “Sinossi” e “Commenti dei Registi” dei titoli della Selezione Ufficiale: La Biennale di Venezia)
(Fonte “Sinossi” dei titoli della Settimana Internazionale della Critica: SIC Venezia)

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