2018, REVIEWS

“SERGIO & SERGEI – IL PROFESSORE E IL COSMONAUTA” – Ernesto Daranas

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UN’AMICIZIA OLTRE LE STELLE

Nel 1991, un giovane professore di filosofia marxista a L’Avana inizia a comunicare, via radio, con l’ultimo astronauta dell’Unione Sovietica – ancora nello spazio, alla data del crollo del Muro di Berlino. Con la crisi economica cubana e quella politica russa sullo sfondo, i due trovano, l’uno nell’altro, un supporto inaspettato.

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Presentata al Toronto Film Festival, lo scorso anno, esce domani, nelle sale italiane, la commedia “Sergio & Sergei – Il Professore e il Cosmonauta” (2017); quarto lungometraggio del cineasta cubano Ernesto Daranas. Co-prodotto tra USA, Cuba e Spagna, il film racconta dell’insolito rapporto tra due particolari personaggi. LEGGI TUTTO

2018, REVIEWS

“DOPO LA GUERRA” – Annarita Zambrano

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L’OMBRA DEL TERRORISMO

Bologna, Estate 2002. Marco – ex-terrorista italiano, condannato per omicidio e rifugiatosi in Francia, durante il governo Mitterand – rischia l’estradizione. Per scampare al carcere, decide di scappare e portare con sé la figlia Viola – con cui inizia la ricerca di una nuova casa – mentre gli effetti delle sue scelte continuano a ripercuotersi sui familiari rimasti in Italia.

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Dopo la guerra (After the War)” (2017) è l’opera prima di Annarita Zambrano: una co-produzione franco-italiana, che ha avuto la sua prima mondiale al Festival di Cannes 2017, in Un Certain Regard. Si tratta di un dramma politico, che gioca sull’opposizione dei punti di vista. LEGGI TUTTO

PRESS CONFERENCES & INTERVIEWS

“NELLE PIEGHE DEL TEMPO”: Google Conference con Ava DuVernay e il cast

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Per presentare “Nelle Pieghe del Tempo” al pubblico statunitense – in occasione del Giorno Internazionale della DonnaGoogle ha organizzato una conferenza con Ava DuVernay, Oprah Winfrey, Storm Reid, Reese Witherspoon e Gugu Mbatha-Raw.

Nelle Pieghe del Tempo (A Wrinkle in Time)” (2018) è uscito giovedì nelle sale italiane e non è divenuto un fenomeno da grandi incassi come lo è stato negli USAdove le cifre del Box Office, nel suo primo weekend, lo collocavano secondo solo aBlack Panther” (2018) dei Marvel Studios. La novità per cui un film per ragazzi si trovi ad avere una protagonista afroamericana – e che il suo genere o la sua etnia non siano mai un punto di discussione nella storia – non può che essere un segnale del cambiamento verso cui, a piccoli passi, si sta avviando Hollywood. Dopotutto, è già, di per sé, rilevante che la Disney abbia affidato la regia a una donna afroamericanala cui filmografia passata aveva dimostrato una particolare sensibilità per le tematiche di genere, di discriminazione razziale e, per sua stessa ammissione, di età; proprio a ragione del suo tardo ingresso nell’industria cinematografica. Alla domanda relativa alla caratteristica per cui fosse rimasta attratta, originariamente, dal progetto, Ava DuVernay ha, senza indugio, specificato che la chiamata della Disney le fosse risultata differente dal solito; in quanto “spesso si presume che le donne chiedano il permesso, […] che diano prova di meritare davvero di vedersi affidato un progetto, a Hollywood come nella vita comune”. Al contrario, nulla di tutto ciò le era stato chiesto dalla Disney; che aveva, anzi, dichiarato di essere, semplicemente, interessata al suo lavoro e alla sua personalità cinematografica. LEGGI TUTTO