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LE STAGIONI DI LOUISE – Le Stagioni della Vita

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L’estate è finita e l’ultimo treno della stagione è partito dalla località balneare di Biligen, lasciandosi dietro l’anziana signora Louise.louise-en-hiver-3 Rimasta completamente sola nella città, ormai, deserta, Louise affronta la condizione di solitudine come una sfida, nell’attesa e nella speranza che la sua famiglia venga a riprenderla.

Dopo il passaggio all’11a Festa del Cinema di Roma, è arrivato questa settimana nelle sale “Le Stagioni di Louise”, nuovo lungometraggio del maestro dell’animazione Jean-François Laguionie, vincitore della Palma d’Oro a Cannes, nel 1978, con il corto “La Traversée de l’Atlantique à la Rame”. Con l’utilizzo di uno stile louise-en-hiver-jean-francois-laguionie-2016-04grafico dai tratti delicati – costituito, prevalentemente, da disegni a matita e acquarelli dai colori pastello – il cineasta francese c’introduce nel racconto introspettivo di una donna caparbia, ma non del tutto risoluta. LEGGI TUTTO

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ANIMALI NOTTURNI – La Vendetta è Servita

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amy adamsVincitore del Gran Premio della Giuria all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, è arrivato poche settimane fa nelle sale “Animali Notturni”, opera seconda scritta e diretta da Tom Ford.  Sin dai titoli di testa, piuttosto originali e spiazzanti, capiamo che si tratta di un film molto diverso – almeno nei contenuti – rispetto allo struggente e poetico “A Single Man”, per cui Colin Firth aveva ottenuto una candidatura agli Oscar come Miglior Attore (prima di vincerlo, l’anno dopo, con “Il Discorso del Re”).

Attraverso una narrazione strutturata su tre livelli paralleli, si snoda la vicenda di una gallerista di successo, turbata dalla lettura di un manoscritto che l’ex marito le ha dedicato e che lei interpretajyllenhaal e taylor-johnson come possibile segno di minaccia e vendetta. Adattando per il grande schermo il romanzo “Tony & Susan”, di Austin Wright, Ford riesce abilmente a sciogliere la matassa dell’opera letteraria, realizzando quello che si potrebbe definire un noir metanarrativo. La sua grande maestria sta nel rendere formalmente elegante una storia decisamente cruda, cinica e violenta. Ciò che lo stilista lancia inaspettatamente, in alcune sequenze, invece, è una critica velata all’apparenza, al lusso e al consumismo dell’alta società moderna, in cui ogni tipo di arte, persino la più improponibile, si sposa con la “spazzatura” del mondo in cui viviamo. LEGGI TUTTO