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L’Italia chiude i cinema per il Coronavirus, nel giorno della Festa della Donna: la Fine del Mondo incombe?

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Da sinistra a destra: “Madre!“, di Darren Aronofsky, e “Melancholia“, di Lars von Trier.

Questo fenomeno chiamato Coronavirus sembra essere l’inizio di una fine. Il segnale lampante di un mondo e di un’umanità tutta che procedono, vertiginosamente, verso una spaventosa involuzione (povero Darwin!); con l’Italia tra le prime nazioni a cadere.

PARTE I – APOCALISSI CINEMATOGRAFICHE

Il cinema – come l’arte, più in generale – è risultato, spesso, profetico e – anche in una tale situazione capace di scatenare paranoia (prima) e panico (dopo) – i film apocalittici – blockbuster, autoriali, indie – hanno anticipato un futuro o una fantascienza relativi al social system attuale; che, tuttavia, non ha quasi più nulla di fanta(stico) ed è, invece, pregno di tutta la palpabile consistenza della realtà che stiamo vivendo e guardando in faccia – direttamente con i nostri occhi e non più attraverso uno schermo. LEGGI TUTTO

Cannes, FESTIVALS

FESTIVAL DI CANNES 2018: I 16 Film Più Attesi

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Da sinistra, in alto, a destra, in basso: “The Man Who Killed Don Quixote“, “Wildlife“, “Everybody Knows” e “The House That Jack Built

Si è aperto ieri sera il Festival di Cannes 2018, con la proiezione, in anteprima mondiale, del primo titolo in Concorso: “Everybody Knows”, di Asghar Farhadi. Ad assegnare il palmares, sarà, quest’anno, una giuria presieduta da Cate Blanchett e composta da: Chang Chen, Ava DuVernay, Robert Guédiguian, Khadja Nin, Léa Seydoux, Kristen Stewart, Denis Villeneuve e Andrey Zvyagintsev. Iniziando a scaldare i motori e in attesa scoprire i pezzi forti di questa 71° edizione, vi presentiamo i 16 film del programma che non vorremmo, assolutamente, perderci.

Su il sipario!

#16 – GIRLS OF THE SUN – Eva Husson

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SEZIONE: Selezione Ufficiale – Concorso   LEGGI TUTTO

2018, REVIEWS

“MY GENERATION” – David Batty

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RICORDI DI UNA RIVOLUZIONE

My Generation” (2017), di David Batty, è il quarto appuntamento della rassegna I Wonder Stories; che contribuisce, con le proiezioni precedenti, a dare nuova vita all’arte, alla cultura e al cinema stesso, sul grande schermo. Al centro di questo documentario, c’è Sir Michael Caine, che racconta come il far parte della classe operaia della provincia inglese non gli abbia affatto impedito di essere, per la prima volta, protagonista di un film. Era il 1964 e l’attore vincitore di 2 Premi Oscar recitava in “Zulu”, di Cy Endfield, nella parte del Tenente Gonville Bromhead. Questa sequenza è l’emblema di una pellicola incentrata sulla voglia di riscatto di un’intera fetta della popolazione: quella che si era vista negata la visibilità sui media nazionali e che, mossa da orgoglio e incoscienza, aveva, poi, fatto del proprio meglio per conquistarsela. LEGGI TUTTO