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L’Italia chiude i cinema per il Coronavirus, nel giorno della Festa della Donna: la Fine del Mondo incombe?

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Da sinistra a destra: “Madre!“, di Darren Aronofsky, e “Melancholia“, di Lars von Trier.

Questo fenomeno chiamato Coronavirus sembra essere l’inizio di una fine. Il segnale lampante di un mondo e di un’umanità tutta che procedono, vertiginosamente, verso una spaventosa involuzione (povero Darwin!); con l’Italia tra le prime nazioni a cadere.

PARTE I – APOCALISSI CINEMATOGRAFICHE

Il cinema – come l’arte, più in generale – è risultato, spesso, profetico e – anche in una tale situazione capace di scatenare paranoia (prima) e panico (dopo) – i film apocalittici – blockbuster, autoriali, indie – hanno anticipato un futuro o una fantascienza relativi al social system attuale; che, tuttavia, non ha quasi più nulla di fanta(stico) ed è, invece, pregno di tutta la palpabile consistenza della realtà che stiamo vivendo e guardando in faccia – direttamente con i nostri occhi e non più attraverso uno schermo. LEGGI TUTTO

Cannes, FESTIVALS

FESTIVAL DI CANNES 2018: “SHOPLIFTERS”, di Hirokazu Kore-Eda, vince la 71° edizione

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Sabato è calato il sipario sul Festival di Cannes 2018, con la vittoria del giapponese Hirokazu Kore-Eda e del suo dramma familiare – e corale – “Shoplifters”. Una 71° edizione partita con delle polemiche – legate all’esclusione dei titoli Netflix dal programma e al divieto di scattare selfie sul red carpet – che si è, poi, rivelata ricca di pellicole di qualità. E’ stata anche un’annata nel segno delle donne (in rivolta): dalla Presidente di Giuria Cate Blanchett ai movimenti Me Too e Dissenso Comune, passando per le tre registe in competizione, che hanno elevato le quote rosa del Concorso. Due di loro, sono anche entrate nel palmares: Nadine Labaki ha vinto il Premio della Giuria, con “Capernaum”; mentre Alice Rohrwacher è stata premiata per la Miglior Sceneggiatura di “Lazzaro Felice” – in ex-aequo con Jafar Panahi e Nader Saeivar, per “Three Faces”. LEGGI TUTTO

2018, REVIEWS

“DOPO LA GUERRA” – Annarita Zambrano

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L’OMBRA DEL TERRORISMO

Bologna, Estate 2002. Marco – ex-terrorista italiano, condannato per omicidio e rifugiatosi in Francia, durante il governo Mitterand – rischia l’estradizione. Per scampare al carcere, decide di scappare e portare con sé la figlia Viola – con cui inizia la ricerca di una nuova casa – mentre gli effetti delle sue scelte continuano a ripercuotersi sui familiari rimasti in Italia.

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Dopo la guerra (After the War)” (2017) è l’opera prima di Annarita Zambrano: una co-produzione franco-italiana, che ha avuto la sua prima mondiale al Festival di Cannes 2017, in Un Certain Regard. Si tratta di un dramma politico, che gioca sull’opposizione dei punti di vista. LEGGI TUTTO