AWARDS, Golden Globes

GOLDEN GLOBES 2019: “BOHEMIAN RHAPSODY” e “GREEN BOOK” vincono la 76. Edizione

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Il potere del cinema e dei film è quello di avvicinare le persone. Freddie Mercury e i Queen hanno fatto lo stesso con la loro musica. Ciò che volevo era portare sullo schermo quella stessa magia.

Graham King, “BOHEMIAN RHAPSODY” – MIGLIOR FILM – DRAMMA

La cerimonia dei Golden Globes 2019 si è svolta domenica a Beverly Hills, in California, con la conduzione di Andy Samberg e Sandra Oh – in doppia veste di host e premiata, per la serie “Killing Eve” – e, in termini di vincitori, è stata tra le più sorprendenti del nuovo millennio.

Mio figlio si sente rappresentato dal film a cui ho preso parte. Tutto ciò che produrrò nei prossimi due anni sarà al 50% fatto da donne. Voglio sfidare chiunque si trovi in una posizione di potere.

Regina King, “SE LA STRADA POTESSE PARLARE” – MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA

Anche in questa 76. Edizione, le prestigiose statuette sono state, ovviamente, assegnate dalla Hollywood Foreign Press Association – l’organizzazione di giornalisti che rappresentano l’industria cinematografica statunitense all’estero – ma le scelte compiute sono sembrate a dir poco contraddittorie; in quanto hanno incontrato più il gusto del pubblico che quello della critica. LEGGI TUTTO

FESTIVALS, Venezia

MOSTRA DI VENEZIA 2018 – DAY 3: “The Favourite”, “A Star is Born”

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La terza giornata della Mostra del Cinema di Venezia è stata caratterizzata dall’arrivo della popstar Lady Gaga, che, circa un’ora fa, ha calcato il red carpet del Palazzo del Cinema; dimostrando una grande empatia verso i tantissimi fan, con cui si è prestata a fare selfie e autografi, nonostante la pioggia.

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The Favourite

Ma facciamo un passiamo indietro e torniamo a ieri sera e al quarto titolo del Concorso: “The Favourite”, di Yorgos Lanthimos. Il regista greco ha presentato un biopic in costume, in cui due dame di corte si contendono le attenzioni e i favori della Regina Anna, nell’Inghilterra del XVIII secolo. Dopo averlo visto, viene da chiedersi quanto di vero ci sia e quanto sia dovuto, invece, all’impronta tipicamente cinica e grottesca dell’autore di “The Lobster” (2015) e de “Il Sacrificio del Cervo Sacro” (2017). La risposta è che quello a cui assistiamo è un racconto narrato, per gran parte, in modo diversissimo rispetto a come lo si può immaginare in un costume-drama tradizionale e classico; a partire del fatto che i personaggi usano un linguaggio verbale decisamente contemporaneo, dove è uno humour corrosivo a prevalere – tra dialoghi serratissimi, con un botta e risposta continuo. LEGGI TUTTO